Nel guscio il mondo è già crudele

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Nel guscio, il nuovo romanzo di Ian McEwan, è genialità  pura e  inquietante in cui lo scrittore inglese torna finalmente a raccontare e a inventare personaggi che hanno perso l’innocenza  e riempiono la loro esistenza della stessa crudeltà di cui è fatto il mondo.

Con questo nuovo libro ritroviamo il McEwan di Bambini nel tempo e  di Il giardino di cemento, quello che vale la pena leggere fino in fiondo.

Il mondo oggi è crudele e una cattiveria che distrugge dilaga nelle cose e nelle persone. Lo sa anche il feto, che è il protagonista di questo libro, che dalla comodità scomoda del suo guscio materno racconta di sua madre e delle nefandezze che mette in atto insieme al suo amante.

Trudy, 28 anni donna bellissima, ha tradito il marito e padre del bambino che porta in grembo, con il fratello di  lui, Claude, insignificante e viscido agente immobiliare.

I due decidono di assassinare il marito per venire in possesso della casa vittoriana in cui attualmente abitano.

John Cairncross, poeta e editore sull’orlo del fallimento, ovviamente è all’oscuro della trappola mortale che gli stanno preparando i suoi parenti più stretti.

Ecco che entra in gioco il feto che negli ultimi giorni di gravidanza diventa l’unico testimone impotente del crimine.

Recluso a testa in giù il narratore porge l’orecchio sulle cose e i fatti del mondo e si accorge che non solo sua madre, ma il mondo intero è ostaggio delle forze del male. Si accorge che fuori non tira una brutta aria e che tra le vite degli esseri umani spaventati si aggira una mefistofelica aria di orrore e di terrore che miete vittime innocenti ogni giorno.

«Che mostruosa ingiustizia, avere tanto male prima che la vita cominci», racconta nel disincanto del suo liquido amniotico il feto che da queste parole ci fa capire che non vorrebbe nascere in un mondo così.

Il feto come voce narrante è la straordinaria genialità di Ian Mc Ewan che torna a scrivere un romanzo che la realtà la inventa. Lo scrittore scomoda drammatici paradossi surreali che allo stesso tempo sono il perimetro ideale di tutto ciò che stiamo vivendo.

Nel guscio è un libro spiazzante, forse il colpo di genio di Ian McEwan che finalmente è tornato alle origini della sua narrativa.

Quel feto non ancora venuto al mondo è il testimone di un dramma intimo e universale che si consuma nelle vite sbandate di un’umanità intera che ha perso completamente l’innocenza e ogni giorno si estingue cedendo il passo all’orrore che si manifesta in ogni forma.

Ian McEwan, attraverso le amare considerazioni di un bambino che non è ancora nato e che da quello che sente non ne ha alcuna intenzione,  con un talento da abile narratore mette in scena una credibile rappresentazione della nostra umanità dolente alla fine dei suoi giorni.

Nel guscio  è un grande libro sui cui abbiamo l’obbligo di discutere a lungo.

Nicola Vacca

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