Noi e il male nella perfida terra di Dio

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Omar Di Monopoli è uno scrittore originale che negli anni si è costruito un linguaggio incendiario e riconoscibile.

La conferma di ciò sta tutta Nella perfida terra di Dio, l’ultimo romanzo dello scrittore pugliese appena pubblicato da Adelphi.

La casa editrice di Roberto Calasso scommette poco sugli autori italiani. Ma quelle  rare volte che lo fa non sbaglia mai.

Nella perfida terra di Dio è il romanzo più crudele e incandescente di Omar Di Monopoli. Incandescente nella trama, nei personaggi e soprattutto nella lingua.

Contaminando il dialetto con una scrittura dall’impasto diretto di un italiano letterario che non ha nessuna intenzione di fare sconti alla storia, Di Monopoli ci porta nella Puglia, precisamente sul confine tra il salento e il brindisino, per raccontarci attraverso una serie di personaggi malavitosi di ieri e di oggi come nella perfida terra di Dio l’essere umano dà il peggio di sé.

I personaggi che danno vita alle numerose storie criminali e di malaffare sono tanti. Ognuno di questi ha la sua particolarità.

Mbà Nuzzo, che perde il senno credendosi un santone  e predica Gesù promettendo guarigioni.

Tore Della Chucchiara, il  latitante che torna dopo anni per rivedere i due figli Gimmo e Michele.

Un ruolo fondamentale nel romanzo lo giocano le suore delle Sorelle del Martirio che hanno a che fare con i possedimenti di Nuzzo e che tra le mura del convento nascondono segreti inenarrabili  e terribili che poco hanno a che fare con la volontà di Dio.

C’ è anche il Carmine, il boss locale, con un passato torbido e un presente con cui deve fare terribilmente i conti.

Omar Di Monopoli, intrecciando il passato e il presente, racconta tutta la violenza che esplode in questa terra cattiva dove la malavita e gli interessi dei clan uccidono la speranza di ogni rinascita.

In una terra devastata dalla droga, martoriata dalla guerra intestina dei clan, si svolge  la storia crudele che lascerà al lettore un amaro in bocca.

Nella perfida terra di Dio si legge come un noir ma è soprattutto un libro in cui l’orrore della vita, quello che tocchiamo con mano ogni giorno,  emerge in tutta la sua violenza immanente.

Omar Di Monopoli ha davvero scritto un bel libro in cui tutta la crudeltà incandescente e spietata di cui siamo fatti noi esseri umani, soprattutto quando non riusciamo a mettere un freno alle ambizioni e all’avidità, emerge in tutta la sua cattiveria attraverso tutti i personaggi di questa  storia in cui il male trionfa sul bene, perché come scriveva Emil Cioran «l’uomo è il cancro della terra».

Nella terra perfida di Dio ogni giorno inghiottiamo il nostro grammo quotidiano di orrore.

Nella terra perfida di Dio ci siamo finti tutti. Prima che l’oscurità sia definitiva, sarebbe il caso di preservare l’ultimo bagliore. Se ne siamo ancora capaci.

Nicola Vacca

 

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