L’attualità senza tempo di Bolesław Prus

Bolesław_Prus_(1897)

Bolesław Prus, pseudonimo di Aleksander Głowacki (1847-1912), è ritenuto il maggiore romanziere della sua epoca,  una delle più importanti figure del positivismo varsaviano.

Negli anni 1857-60 Prus iniziò a essere noto per i suoi articoli pubblicati su “Kurier Warszawski”. Testi che diventarono un forte stimolo per la nuova generazione degli artisti dell’epoca. A partire dall’anno 1879 inizia a intensificarsi l’attività di Prus come scrittore. La sua produzione era sicuramente influenzata dall’opera di Dickens e, proprio come lo scrittore di oltremanica, spesso i protagonisti delle sue narrazioni sono i poveri, gli ultimi, persone lasciate ai margini dalla società. Prus, che conosceva bene tutti i quartieri di Varsavia, riusciva abilmente a rendere realistico il loro profilo psicologico.

Prus fu uno dei fondatori del gruppo di letterati positivisti formatosi a Varsavia nei primi anni Settanta del XIX secolo. Il suo atteggiamento verso il romanticismo fu comunque duplice. Prus sembra non volerne contestare i principali valori, ma la passività a cui esso era andato incontro, insieme all’inerte idealizzazione del passato lo lasciavano perplesso. Prus si era accorse che i polacchi, popolo eletto secondo la corrente messianica, stavano aspettando il volere divino in maniera decisamente passiva; mentre il resto del mondo guardava al progresso la Polonia non faceva altro che restare indietro. Egli stesso era ben consapevole dell’arretratezza del paese non solo a livello materiale, ma anche spirituale, in quanto certi valori tradizionali erano oramai andati perduti. I positivisti polacchi vedevano il popolo polacco come un organismo e in quanto tale esso doveva essere soggetto a un’evoluzione, non solo tecnologica e economica, ma soprattutto culturale. Nonostante tutti questi nuovi ideali l’anima di Prus rimase inevitabilmente impregnata di romanticismo. Continuò a ritenere il sentimento come elemento prevalente sul razionalismo. Fu proprio questa unione il punto di forza dell’opera di Prus: fondere il suo velato ma profondo romanticismo con il realismo allora imperante.

La Bambola -Lalka

Lalka venne pubblicato a puntate su “Kurier Codzienny” a partire dal 1887 per poi essere portata a termine nel 1889. All’inizio il romanzo passò in sordina, forse in virtù del pessimismo in esso contenuto, della narrazione doppia e per la figura psicologica del protagonista,  ritenuta poco credibile, e volendo, anche per la scelta infelice del titolo, che inizialmente sarebbe dovuto essere Trzy pokolenia (Tre generazioni) a richiamare le tre età e i tre modi di vita differenti di tre personaggi: Rzecki, un romantico idealista di altri tempi,  Wolkulski, che rappresenta la fase di passaggio e Ochocki che insieme agli studenti rappresentano il nuovo, ovvero la generazione dei nuovi idealisti che si contrappongono ai vecchi con la loro visione di positivismo scientifico, a volte addirittura incline al socialismo. Prus stesso affermò che  il titolo La bambola era puramente casuale e si riferiva solamente al giocattolo di Helunia Staszewska e alle informazioni sul processo riguardante un furto di giocattoli. Negli anni seguenti le interpretazioni del titolo si sono moltiplicate: alcuni affermarono che nascondeva un significato retorico, ovvero il vuoto dell’alta società i cui componenti sono semplicemente delle bambole. Di sicuro ciò ci riporta alla memoria Casa di Bambole di Ibsen, dove il significato del titolo rispecchia appunto questa teoria. Altri affermano che non solo l’alta società, bensì tutti sono delle bambole, delle marionette manovrate e Wolkulski ne è la massima espressione. Per altri (tra cui la scrittrice Olga Tokarczuk), la bambola rappresenta l’elemento onirico dell’illusione.

Il romanzo può essere interpretato come un’opera dal carattere politico; dove tutto è costruito intorno a un vuoto, intorno a un nucleo, a qualcosa di completamente assente, ma allo stesso tempo, proprio con la sua assenza, è fortemente presente. Si tratta di un centro di cui non si fa menzione; il lettore comprende senza troppo difficoltà che ci si riferisce qui alla proibizione di scrivere liberamente imposta dalla censura russa dell’epoca, così come non si può parlare della fallita insurrezione del 1863, quella a cui lo stesso Prus ha partecipato e che ha poi in maniera autobiografica trasferito al personaggio di Wokulski. Secondo l’interpretazione di Frederic Jameson[1] esistono due centri del romanzo, uno decisamente più evidente, quasi palese, che muove la vita di Wokulski, ovvero la passione, e uno più occulto che è appunto la sconfitta dopo la tentata rivoluzione.

Si tratta di una grande testimonianza della vita degli strati sociali della Polonia di allora, ma che mette in evidenza l’inerzia della società, passiva e rinunciataria. In particolar modo l’aristocrazia viene qui rappresentata come una classe che ha perso il suo ruolo guida, come qualcosa di anacronistico, chiusa in sé stessa con la convinzione della propria superiorità. Gli studenti, allora una piccola parte della società varsaviana, controllatissimi dal regime zarista, sono rappresentati come il nuovo, ma sembrano lasciar traspirare tendenze socialiste che, secondo alcuni studiosi, Prus avrebbe criticato, facendo fare loro gesti stupidi.

Il faraone

Una pietra miliare della produzione di Prus fu Faraon, dove l’autore polacco riesce a trasferire su carta una tematica assai cara, la lotta per il potere nella società a lui contemporanea. Non potendo scrivere direttamente dell’invadenza del potere contemporaneo, l’autore si rifugia culturalmente nell’antico Egitto. Prus realizza un romanzo sui complessi ingranaggi che muovono il potere politico, in particolar modo quello di uno Stato ingombrante, ma anche l’influenza dell’importante ruolo della religione nella vita di ognuno di noi.

I fatti storici riportati nel romanzo ci permettono di percepire Prus come un ottimo autore di cronaca, nonostante alcune imprecisioni anacronistiche che trovano comunque il perdono del lettore, considerata l’enorme documentazione che l’autore inserisce nell’opera e le poche fonti che allora lo scrittore polacco aveva a disposizione.

La figura del faraone Ramsete XIII si presenta di grande interesse. Sovrano ‘illuminato’ che, mostrando un vero amore verso il suo popolo, decide di intraprendere delle riforme. Questa sua moderna visione trova l’opposizione della classe dei sacerdoti, ma in alcuni casi anche l’ignoranza del popolo manipolato dai primi. Il faraone si troverà così a dover far fronte a epidosi contrastanti come tentativi di seduzione e corruzione, ma anche di diffamazione. Per finire poi con il venire assassinato. In questa importante opera Prus propone in maniera assai drammatica il conflitto tra il singolo individuo e la collettività, trasmettendo al lettore il suo forte pentimento verso il sociale, verso i poveri e i deboli. Il male qui è più forte e il bene, per una volta incarnato in un uomo di potere, non può che soccombere. Alcuni critici inglesi hanno riscontrato delle sorprendenti analogie ante litteram con il presidente americano J.F. Kennedy.

Prus è uno scrittore da scoprire o da riscoprire, da ripresentare nei cataloghi delle case editrici italiane per la sua attualità senza tempo, per la capacità di scavare nel dolore e nel vuoto delle persone come in Bambola, o per dirla alla De André, di andare in destinazione ostinata e contraria, sempre e comunque, in nome di una romantica verità che rende liberi nel nome della più pesante delle sconfitte: l’aver vissuto guidati dalla paura.

Fabio Izzo

Luca Palmarini

[1]

                        [1] Frederic Jameson, Il borghese fuori posto, in Il romanzo, Cinque lezioni, Rusconi, Bologna 2003, pp. 380-381.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...