Cioran nel paradosso di un pensiero

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Tutte le sue migliori e vibranti stoccate Cioran le scrive affidandosi con una genialità unica al pensare per paradossi.

La sua scrittura deflagra proprio perché affida il suo dire estremo ai suoi  personali paradossi che squartano le parole.

Ai paradossi di Emil Cioran è dedicato l’ultimo volumetto curato da Antonio Di Gennaro, che da anni sta portando alla luce testi inediti del grande scrittore rumeno ( in modo particolare interviste e epistolari).

I miei paradossi è il titolo dell’ultimo libro uscito (La scuola di Pitagora editrice, curato da Antonio Di Gennaro e tradotto da Annunziata Capasso e Mattia Luigi Pozzi).

In realtà si tratta di  un’ intervista rilasciata a Parigi nella primavera del 1974  da Cioran a Leonhard Reinisch  e trasmessa il 10 agosto dello stesso anno dall’emittente radiofonica Bayerinscher Rundfunk di Monaco.

Questo, tra i vari libri curati da Antonio Di Gennaro, è il migliore proprio perché viene fuori, attraverso lo stile del paradosso, il Cioran tagliente, irriverente e soprattutto eretico.

Il paradosso caratterizza Cioran e l’anima più intima del suo pensiero. «Conosco pochi libri, e pochi uomini, – si legge nella postfazione di Reinisch – i cui paradossi si dissipano in un consenso così gioioso, cosi liberatorio come in Cioran e nella sua filosofia pirronista».

Se Cioran è lo scrittore che scrive per svegliare e soprattutto provocare le coscienze, il merito è tutto dei suoi paradossi che sfidano la lingua con le intuizioni radicali in cui c’è sempre un faccia a faccia con l’essere.

«Forse l’umanità scoprirà la verità – voglio dire la verità come completa chiaroveggenza -, quando non ci sarà più alcuna illusione. Ma allora la storia cesserà»; « Nella vita ci sono paradossi che bisogna accettare senza cercare di spiegarli. Io sono avversario della storia, e lei ha perfettamente ragione: io non appartengo a essa».

Questi sono alcuni dei frammenti dell’intervista in cui Cioran, incalzato dalle domande del giornalista, mostra tutta la lucidità del suo pensiero che prende di mira come un cecchino, passando appunto da un paradosso all’altro, la decomposizione dei suoi simili e delle loro idee.

Interessanti le note al testo curate sempre con dovizia di particolari e attenzione di studioso rigoroso da Antonio Di Gennaro.

Da leggere quella in cui si parla  della censura da parte del regime franchista  del Funesto demiurgo di Cioran, considerato libro eretico e blasfemo

In alcuni episodi risalenti al periodo, siamo nel 1974, Cioran esprime a modo suo il proprio disappunto.

In una lettera indirizzata a  Armel Guerne,  Emil Cioran da uomo libero si scaglia contro l’inquisizione che è sempre dura a morire.

Da leggere assolutamente I miei paradossi perché in questa intervista Cioran si mostra come lo scrittore che è riuscito a mandare in frantumi il mondo intero.

Grazie al suo modo di essere un uomo libero che esercita sempre il suo diritto  di essere eretico.

E soltanto gli uomini liberi e gli eretici possono e sanno coltivare i paradossi senza temere le conseguenze.

Niccola Vacca

 

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