Halina, l’amore per la vita

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“Il mio racconto: chissà se mai lo leggerai. Guardo con diffidenza il fascio dei fogli scritti: sapranno le parole difendermi meglio del silenzio? E’ ancora possibile esprimere qualcosa con le parole? E se sì, con quali? Le ho cercate con fatica, riguardandole più volte una per una, confrontandole con il mio amore e con il mio dolore. Confrontavo il desiderio con la parola desiderio, e per il mio amore più grande – quello per la vita- cercavo le definizioni più belle. Amo la vita, amico mio, e neanche quando mi ha ferito al punto da farmi, sia pur fuggevolmente, desiderare la morte, l’ho tradita. Non dimenticare che la morte mi è stata sempre vicina, troppo vicina per non abituarmi al sollievo del suo tocco freddo, troppo prossima per non costringermi alla sua abitudine. Ricorda pure che ho amato e che l’amore mi ha condannato alla morte. E tuttavia eccomi qua, a parlare con te. Ancora una volta il mio unico amore ha vinto: sono viva, posso guardare gli alberi piegati dal vento: i miei occhi colgono lo scintillio lontano del faro. Fuori di me sento il rombo dell’acqua schiumosa; dentro al petto sento pulsare, delicatissimo, il più sensibile tra gli strumenti che misurano il tempo: il cuore. E’ ancora debole, ma batte regolare e pompa, impavido, il sangue caldo.

Ascolta amico mio: queste pagine non sono altro che il suo ritmo”

C’è un libro che si dovrebbe tenere bene a mente, idealmente piazzato lì, a portata di mano, sopra al comodino della nostra memoria, vicino al cassetto dei sogni leggeri della vita, sempre pronto a essere aperto, ogni qualvolta se ne dovesse avere la necessità umana di assistenza, perché i libri, in fondo a questo servono, tra le altre cose.

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Si tratta di’ un libro, piccolo, piccino,  dove in copertina domina, il nero, dietro alla foto dell’autrice.
Un libro piccolo quanto grande, non per spessore o volume, ma sicuramente per intensità.

In queste sue vive pagine scorre l’amore ultimo per la vita che la sua autrice, la poetessa polacca Halina Poświatowska, ha provato e raccontato in un modo originale, unico quanto inarrivabile.

Voglio precisare che qui dentro non si trova il significato della vita, ahinoi, non ci potrà mai essere scritto su nessuna pagina ma in queste parole si trova, assolutamente sì, il significato dell’amore per la vita, raccontato da chi la vita ha rischiato di perderla ad ogni passo e a ogni respiro, a causa di un organo traditore, un cuore malato.

Halina in vita era una poetessa di Cracovia, misconosciuta ai più, afflitta da gravi problemi cardiaci, però grazie alla sua ostinazione e alla sua forza nelle sue poesie, e in questo suo memoriale, è riuscita a vincere la sua debolezza, andando letteralmente oltre il cuore.

Riuscì a ottenere i soldi per farsi operare negli Stati Uniti e partire per andare al di là dell’oceano, in una terra tutta nuova, dove l’unica cosa che le restava, per l’ appunto, come unica certezza era la vera forza della sua poesia, cioè la debolezza del suo cuore. Passo dopo passo, viaggio dopo viaggio, dove il viaggio qui è anche solo una gita in bicicletta o un’uscita per andare al cinema, dopo l’operazione, tutto viene raccontato ad un amico, reale o immaginario che sia.

Ma tutto potrebbe anche essere raccontato ad un’amica con la A maiuscola, cioè la vita, che giorno dopo giorno resta con noi ostinatamente, anche solo per sfuggire  via, scivolando tra i nostri sogni, i nostri respiri e i nostri desideri, restando con noi anche  quando siamo immersi in un oceano di problemi.

Fabio Izzo

Halina Poświatowska,  nacque nel 1935 e morì nel 1967 in Polonia, all’età di trentadue anni. Malata di cuore fin dall’infanzia, tra il 1958 e il 1967 pubblicò quattro volumi di poesie, racconti e una piéce teatrale. Era una grande poetessa, amata e venerata dai giovani del suo paese. Racconto per un amico apparve nel 1967 pochi mesi prima della sua morte. E’ un’opera autobiografica in cui emerge l’indissolubile legame tra scrittura e vita che caratterizza, in un modo assolutamente particolare, il suo stile. Poetessa è scrittrice è una delle più importanti figure della letteratura polacca moderna/ contemporanea. Famosa per le sue liriche e per la sua passionale, intellettuale poesia capace di toccare con tatto le corde della morte, dell’amore, dell’esistenza, e della sensualità, amando la parola, usandola fino a farci desiderare la sua ultima goccia di verso distillato

Dividilo con me
Poesia di Halina Poświatowska,

(Traduzione di Fabio Izzo)

Dividilo con me
il pane quotidiano della mia solitudine

riempi con la tua presenza
le parenti assenti
dorata
la finestra inesistente

Sii una porta

Sopra tutta le altre porte
che possa essere gettata

Largamente aperta

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