Cioran innamorato

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Cioran, è, in apparenza, un pessimista irriducibile, uno scrittore che pensa per frammenti  la vita nell’assenza dei significati.

Leggendolo ci accorgiamo che tutto il suo sconfortante pessimismo non è altro che il pretesto per mettere sulla pagina la sua lucida intelligenza fatta di disarmanti sillogismi dell’ amarezza, con i quali è difficile non fare i conti.

Per questa sua originalità accattivante E.M. Cioran è diventato un scrittore e pensatore dal fascino contagioso, che oggi conta un vasto pubblico di lettori.

Questo corrisponde al vero, anche se si prende in esame il suo lato privato. La lettura di un carteggio tra Cioran e una sua giovane amica rivela aspetti inediti che aggiungono novità sorprendenti rispetto alla sua intera opera.

Friedgard Thoma, giovane insegnante tedesca di filosofia e letteratura, folgorata dalla  lettura del libro  L’inconveniente di essere nati, scrive una lettera di ammirazione al settuagenario Cioran.

Lo scrittore le risponde e così nasce un’intensa amicizia sentimentale che avrà il suo coronamento in un romantico incontro parigino. La giovane insegnante raccoglierà il carteggio in Per nulla al mondo. Un amore di Cioran (adesso pubblicato per le edizioni La scuola di Pitagora a cura di Massimo Carloni nella traduzione di Pierpaolo Trillini e con la revisione di Massimo Carloni e Lilia Mentrasti)

I due si scrivono e s’incontrano, prima a Colonia poi a Parigi. Condividono i medesimi interessi culturali. Cioran, che quasi mai si concede all’autobiografismo, costruisce con la donna un rapporto confidenziale. Lo scrittore si lascia coinvolgere in un amore platonico.  Quello che viene fuori non sembra proprio il Cioran  che  conosciamo attraverso i suoi libri.

Egli scopre la serenità del «corso sotterraneo dei sentimenti». Di fronte alla sensibilità e alla dolcezza della sua ammiratrice Cioran sembra accantonare per un istante la sua misantropia. «Come mi spiace – da che la conosco – non aver trascritto ogni giorno, no ogni ora, ciò che Lei rappresenta per me! Sperimento le impressioni più contraddittorie che un essere vivente abbia mai previsto. Eppure tutte insieme avrebbero un’unità, una convergenza segreta: la paura che Lei mi sfugga».

Anche Cioran innamorato si affida alla verità della cenere  per vedere gli uomini e le cose alla luce abbagliante di una forma di coscienza lucida e radicale, che trova nella forma del frammento (lo stile che meglio aderisce alla vita spezzata dell’uomo moderno) la sua rivelazione.

«Il rapporto tra Cioran e l’universo femminile – scrive Massimo Carloni – è stato trascurato dai biografi e sottovalutato dalla critica, perdendo così di vista uno degli aspetti decisivi della sua contrastante personalità, vale a dire quella sotterranea sensualità che l’accompagnò di fatto, per tutta una vita. Non rimane dunque che chercher la femme…».

L’abisso personale dello scrittore rumeno si nutre anche di queste piccole gocce di felicità.

Cioran lo scettico di professione scopre che la «fortuna di essere cinico» l’ha abbandonato da quando la bellissima Friedgard è entrata nella sua vita.

Da questa esperienza epistolare, oltre che dai suoi libri, si capisce che la definizione «nichilista» non si addice a Cioran, che invece era ossessionato dal nulla e dal vuoto.

La passione per la giovane professoressa tedesca ci riporta al Cioran dei tempi di Al culmine della disperazione.

Alla fine di quel libro Emil annotava: «La sola cosa che possa salvare l’uomo è l’amore».

Nicola Vacca

 

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