Lettera disinteressata sull’arte

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Credo che l’improvvisazione stia creando ignavi professionisti della demenza.

Mancano il senso dell’eterno e la consapevolezza che ogni opera è soggetta al giudizio della storia. Non ci si preoccupa più dei posteri. Ciò che si crea si distrugge dopo poco. Tutto si degrada tra le mani, gli occhi e le parole degli addetti ai lavori.

C’è un altro pericolo che ormai aleggia su chi vuole dedicarsi all’arte, alla poesia o alla prosa: finire tra le grinfie di coloro che vogliono guidare il giudizio del pubblico. Sono gli amanti della statistica, ipnotizzati dalla “cifra tonda”da far coincidere con le leggi del mercato. Non pensano al fatto che la massa è per sua natura imprevedibile. Per questi professionisti la storia è lineare e piatta, senza scossoni. Eppure, le mani che hanno pregato, hanno dopo poco ucciso; le bocche dalle quali sono uscite sentenze buoniste, hanno proferito bestemmie e maledizioni.

In fondo, il bello e il tragico sono in noi. Le espressioni pure e intime che sgorgano dall’anima, siano esse rabbiose o dolci, sono perfette e rispecchiano la nostra essenza. Davanti a manifestazioni così preziose dobbiamo tacere. Non abbiamo il diritto di giudicare, così come nessun professionista deve intromettersi. L’individuo è tutto. È sintesi perfetta che si manifesta continuamente, senza interruzioni. Nel suo moto perpetuo, ogni espressione è frutto di un’impressione primordiale in evoluzione.

Ecco l’arte senza condizionamenti: espressione immortale, soggetta ai sussulti della storia, ma che se ne frega del giudizio dell’oggi, per il quale la novità è un ostacolo. Eppure, in tutto questo travaglio, l’individuo è profondamente solo, disarcionato dalla sua integrità, gettato nella frammentarietà.

Questa è forse la sfida da accettare: sopravvivere nella moltitudine delle forme, cui ognuno di noi viene sbattuto; sintetizzarsi, per diventare unica presenza. L’obiettivo è  apprendere l’arte di essere se stessi, sempre e ovunque.

M tu, arte, da che parte stai?

Martino Ciano

(In copertina : Il senso decrescente della bassezza – foto di Giovanna Barone)

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One thought on “Lettera disinteressata sull’arte

  1. L’arte vive senza doversi affannare per affermarsi
    L’arte è’ essa stessa essenza
    Si atteggia e si spegne se non si alimenta della sua linfa vitale
    Se non sarà ciò che è
    Il solo e unico linguaggio universale che splende di luce proporia oltre i confini del confine
    Oltre gli spazi dell’inefferrabile per non morire

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