Per una filosofia della fantascienza

lem

“Così quella finì per essere una delle mie avventure e uno dei viaggi più interessanti. Nonostante tutte le difficoltà e le sofferenze che mi aveva procurato, ero contento che fosse andata così, perché avevo riacquistato la fede nell’onestà innata dei cervelli elettronici, che era stata sconvolta dai malversatori cosmici. Certo che è una bella consolazione sapere che solo gli esseri umani possono essere delle canaglie”.

Lem è senza ombra di dubbio uno degli autori più importanti del ventesimo secolo. Nelle sue opere si è occupato dell’impatto delle relazioni umane con “l’altro”, e sull’effetto stesso di queste relazioni sull’essere umano. Arrivando dall’Europa dell’Est ha sviluppato uno stile di scrittura “alternativo” per il genere fantascientifico dando alla luce opere letterarie davvero uniche e profondamente filosofiche. Tra tutti i suoi lavori ricordiamo Solaris (1961), Cyberiade (1965), I viaggi del Pilota Pirx (1968), e “Il congresso di futurologia (1968). Queste  sono solo alcune delle sue opere più famose che nel 1977 gli valsero la candidatura al Premio Nobel per la letteratura.

Nel 1987 ha deciso di interrompere la sua carriera di scrittore. Sicuramente è stato l’autore di fantascienza, di lingua non anglofona, più famoso al mondo. Nelle sue opere ha analizzato l’impatto delle innovazioni tecnologiche e delle scoperte scientifiche nella vita quotidiana nell’uomo, presentandone anche gli effetti nel suo aspetto sociale e antropologico.

I suoi scritti fantascientifici possono infatti essere letti come testi filosofici dedicati ai primordi dell’intelligenza artificiale, dello sfruttamento delle risorse energetiche e della biogenetica.

Lem presenta un metodo scientifico come una filosofi della scienza – un dubbio critico in azione, un processo dove ad ogni problema risolto escono fuori altre domande.

Stanisław  Lem nacque a Lwów (Leopoli, oggi Ucraina ma all’epoca Polonia) nel 1921.

Le sue straordinarie opere narrative, tradotte in quarantuno lingue, hanno una diffusione superiore alle ventisette milioni di copie, travalicando di fatto ogni definizione di genere.

Durante la Seconda Guerra Mondiale ha lavorato come meccanico e saldatore, interrompendo il suo percorso di studi, ma non la sua formazione. Il conflitto mondiale ha sicuramente avuto un grande impatto sulla sua carriera di scrittore infatti secondo il critico letterario Peter Swirski nelle sue opere si avverte: “un ritorno incessante ai soggetti del cambiamento, alla sopravvivenza, all’uso della forza e all’aggressività militare”.  Dopo la IIG Lvov diventò terra ucraina e Lem si stabilì a Cracovia, dove si iscrisse all’Università Jagellonica.

Lem era un poliglotta, conosceva il latino (per via dei suoi studi di medicina), il tedesco, il francese, l’inglese, il russo e l’ucraino.

Stanisław Lem tradusse in polacco un altro grande capolavoro della fantascienza contemporanea, Ubik di Philip Dick, correva l’anno 1972, ma tra i due titani del genere i rapporti non furono mai troppo amichevoli, in seguito a diverse incomprensioni, maturate in un ambiente ostile letterario internazionale, che era quello della Guerra Fredda tanto che lo stesso Dick inviò una lettera al FBI, accusando Lem di non essere una persona ma  bensì un collettivo di scrittori della cortina di ferro formato per guadagnare posizioni di potere nel campo della fantascienza.

La presenza fisica di Lem ci ha lasciato il 27 Marzo del 2006, all’età di 84 anni, a Cracovia.

I suoi primi lavori, come ad esempio Astronauci (Astronauti), pubblicato nel 1951 sono, per ammissione stessa di Lem, naif e ingenui. La speranza di un futuro migliore in vista dell’anno 2000 è qualcosa che lui stesso definirà come infantile. Secondo Swirski, i primi lavori dello scrittore polacco sono utopici e ottimisti, anche se però cominciano a far trasparire quel lato nero dell’essere umano che occuperà ben altro spazio nei suoi libri futuri. Innegabilmente questo ottimismo letterario, da avanzare del sole dell’avvenire, di Lem fu largamente influenzato dalla propaganda dell’epoca dell’Unione Sovietica

Una nuova fase nella scrittura di questo autore comincia sul finire degli anni 50, quando pubblica Eden (1959), opera che potremmo definire sparti acque, nel corpo letterario di Lem perché segna la fine del suo periodo utopico. In questa novella un gruppo di astronauti atterra su un lontano pianeta e finisce in un vero e proprio bagno di sangue, risultato delle purghe oppressive del governo locale. Il parallelo con la realtà di quei tempi è spietato quanto immediato.

Una menzione a parte la merita Solaris, capolavoro della fantascienza filosofica. Un astronauta, dalla Terra, approda nella stazione spaziale che gira intorno al pianeta Solaris. Qui trova un’atmosfera di mistero e sospetto: nessuno lo accoglie, i pochi ospiti della astronave sembrano angosciati e sopraffatti, c’è un morto recente a cui si allude con circospezione ma senza sorpresa, gli oggetti subiscono strane deformazioni, si avvertono presenze. Solaris, il grande pianeta vivente, appare in forma di vasto oceano e avrebbe dovuto conflagrare se la sua orbita avesse seguito le leggi della fisica. Ma è come dotato di capacità cosciente di reazione e questa capacità sembra legata alle apparizioni di fantasmi, proiezioni viventi di incubi, sogni e fantasie. L’astronauta è costretto a interrogarsi, mentre lo contagia la stessa angoscia che domina in tutto l’ambiente. Ma l’entità aliena di Solaris non è un problema che deve essere risolto. Lem affronta la questione come nessun autore di fantascienza aveva mai fatto prima di allora. Solaris è un fenomeno che esiste con una sua logica, incomprensibile perché guardato con strumenti umani.

Tra le altre cose vi segnalo che Solaris ha all’attivo ben due produzioni cinematografiche: una sovietica del 1972 (per opera del regista Andrej Tarkovski) e una più recente americana voluta e interpretata da George Clooney.

Come curiosità vi segnalo che  Solaris arrivò sul mercato americano con una traduzione dall’edizione francese, non certo delle migliori, e solo nel 2011 si ha una traduzione inglese dal polacco, in Italia invece si deve aspettare il 2016  e la Sellerio per poter leggere  il testo integrale.

Fabio Izzo

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