Carlo Levi: un maestro nel cuore del Sud

levi

Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi è uno dei romanzi più importanti della letteratura italiana.

La descrizione della vita di un confinato politico si intreccia con la scoperta del sud e di un mondo primitivo e arcaica al quale l’autore si accosta  non senza letterari compiacimenti.

L’opera di Levi diventa una pietra miliare della letteratura meridionalista ed è la scoperta e la ricognizione di questo mondo tagliato fuori dalla storia, arcaica e immobile, rassegnato e dolente.

Cristo si è fermato a Eboli è un opera non inquadrabile nei tradizionali generi letterari: è diario, descrizione di paesaggi, saggio storico e sociologico, meditazione e galleria di scene di vita di provincia.

Dal mondo del Sud Carlo Levi non si separerà mai più, se lo porterà sempre dentro.

Anche nella sua attività di pittore esplorerà  l’indigeno profondo sud.

In un certo senso fu proprio il suo libro a segnare l’inizio di un interesse per il Sud che avrebbe avuto  larga eco nella letteratura e si sarebbe esteso alla pittura e al cinema.

Il libro è scritto a Firenze tra il dicembre del 1943 e il luglio del 1944 durante l’occupazione tedesca della città. Pubblicato dalla casa editrice Einaudi nel settembre del 1945 ebbe subito un notevole successo suscitando dibattiti e riflessioni sul rapporto tra civiltà contadina e modernizzazione. Ma soprattutto decretò la nascita di uno di nostri più grandi scrittori.

A oltre cinquanta anni dall’uscita del suo libro più importante e a quaranta dalla sua scomparsa, Carlo Levi resta uno dei punti più alti della letteratura italiana del Novecento. Proprio in questi giorni negli Stati Uniti è uscito il volume Lucania within us. Carlo Levi e Rocco Scotellaro e edito  dalla rivista Forum Italicum, a cura di Giulia Dell’Aquila, Sebastiano Martelli e Franco Vitelli.La pubblicazione apporta un contributo innovativo agli studi storico – letterari del tema in questione e anches ulle figure straordinarie di Rocco Scotellaro e Carlo Levi.

Levi era un intellettuale che nella Torino di inizio secolo sentiva il richiamo urgente della realtà e del collegamento con la vita collettiva. Intensa fu la sua attività giornalistica.

Ma la letteratura divenne subito per lui la testimonianza autentica. Cristo si è fermato a Eboli  alla sua pubblicazione fu accolto come una rivelazione.

Mai prima nessuno era riuscito a descrivere con grande trasporto  poetico, emotivo, sociale e politico il Mezzogiorno serrato nel  dolore e negli usi, negato alla Storia e allo Stato, eternamente paziente, terra senza conforto e dolcezza, dove il contadino vive, nella miseria e nella lontananza, la sua immobile civiltà.

Italo Calvino scrisse che «la peculiarità di Carlo Levi sta in questo: che egli è testimone della presenza di un altro tempo all’interno del nostro tempo, è l’ambasciatore di un altro mondo all’interno del nostro mondo.

Quando Levi venne condannato al confino in Lucania ( dal 1935 al 1936) non conosceva  quel mondo e soprattutto fu folgorato da quel Sud profondo e dal suo mondo contadino che non partecipa alla Storia, escluso da un sistema sociale che gli consente di sopravvivere, con l’unica possibilità del patimento.

Prima di Cristo si è fermato a Eboli Carlo Levi era lontano dalla letteratura in senso stretto. Fino a quel momento aveva scritto articoli di politica su La Rivoluzione liberale di Pietro Gobetti.

Dal fondo dell’inferno del Sud con la sua miseria nasce Carlo Levi scrittore che come pochi  è riuscito a interpretare con la sua voce autentica quella questione meridionale di cui ancora oggi tanto si parla, spesso a vanvera.

Dopo quella prima esperienza letteraria, anche gli altri libri che Levi scrive sono affreschi di un mondo e di una società, o anche di un momento particolarmente significativo che generalmente era di trapasso o di transizione.

In proposito va anche ricordato L’orologio, libro in cui Carlo Levi racconta la fine del governo resistenziale di Ferruccio Parri, l’inizio  della crisi dei partiti liberale e azionista, l’avvento della Democrazia cristiana e l’ascesa di Alcide De Gasperi. Soprattutto riporta la decadenza di Roma e dell’Italia di allora e l’immobilismo della classe politica che ieri come oggi ha una visione astratta dei problemi del paese.

La realtà, infatti, secondo Carlo Levi non è mai nel particolare in sé considerato, cioè in quello che appare. La realtà che interessa è quella viva – scrive in Paura della libertà – cioè il punto di incontro tra il determinato e l’indeterminato, fra il finito e l’infinito, fra il collettivo e l’individuale.

Levi in maniera eclettica e con la penna (ma anche con il pennello) di questa realtà è stato maestro di vita e di pensiero.

Nicola Vacca

 

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One thought on “Carlo Levi: un maestro nel cuore del Sud

  1. E’ un rimpianto,quello di Carlo Levi,che diventa con il passare degli anni nostalgia.
    Seppur relegato al confine,Carlo Levi,scopre un mondo nascosto “…alla Storia e allo Stato.”
    Un mondo,quello della Lucania,dove il tempo sembra non aver mai cominciato a incamminarsi in quei luoghi,tra quelle case.
    Dove la miseria e’ padrona ma la dignita’ e’ l’unico modo per sopravvivere.
    Solo la poverta’ possono offrire gli abitanti lucani,al medico Carlo Levi che va a visitarli.Insieme ad una sedia di paglia e ad un bicchiere sincero di vino.
    La poverta’ rende saggi.Ma a volte si diventa saggi per non fare farsi sconfiggere dalla disperazione.

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