Perifrasi del nulla

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Quanti giri di parole per non dire, ma solo per proferire profezie che non si compiono e muoiono dopo pochi secondi. Sentimenti ansimanti si mescolano in questo bisogno di blaterare, mentre il mormorio del silenzio appaga i cuori miti.

Il nichilismo è una religione stuzzicante. L’ho scritto pochi giorni fa sulle pagine della Bibbia social denominata Facebook, strumento astruso dove la contemplazione dell’ego e la volontà di potenza si manifestano in noiosi orgasmi. Infatti, ci sono Mi piace simili a lacrime insipide, come quelle versate durante le cerimonie di commemorazione dedicate ai caduti in guerra. Battaglie le cui date si studiano a memoria per essere ripetute durante un’interrogazione.

E dopo il nulla.

Tutto ciò che è reale è razionale. Lo dice Hegel. Ho letto questa citazione in Tutto scorre di Vasilij Grossman. Mi ha fatto riflettere, perché anch’essa è una perifrasi del nulla. La realtà è frutto della fredda razionalità, o si accetta, o si muore… o ci si ammazza e si fotta il mondo. Così non è, però. Questo è solo materialismo.

Penso che una notte insonne sia una vita nella vita. La lucida confusione che si crea nella mente di chi si sveglia nel cuore delle tenebre rappresenta cos’è l’esistenza: un’incontrollabile e anarchica manifestazione della nostra essenza. Un corpo che non ha la possibilità di orientarsi, che è avvolto nel buio, che scruta uno spazio senza luce, ha come unico appiglio la mente. Ma in quella mente c’è il caos… frammenti di sogni, conversazioni tra neuroni, pensieri che si accavallano.

La notte ci dona il seme della libertà, ma nessuno osa piantarlo.

 La notte ispira nefandezze e gesta romantiche. Ci rende sentimentali e crudeli, ci dà sollievo e tormento, ci fa sperare e ci fa architettare il nostro fallimento, ci dona l’immaginazione e ci toglie la felicità di tutte le attese. Ogni notte scegliamo se vivere o morire; ogni notte siamo preda o della paura o della felicità; ogni notte siamo noi, disillusi e felicemente illusi di essere uomini.

Poi arriva il giorno e con esso la luce, la razionalità e la perifrasi del nulla.

Martino Ciano

(in copertina; Georg Baselitz, The bridge Ghost’s Supper)

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