Il pensiero universale di Todorov

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Tzvetan Todorov straordinario pensatore contemporaneo e intellettuale di altissima levatura è scomparso all’età di 77 anni.

Con lui se ne va una voce autorevole che ha saputo nel corso di questi anni attraversare tutti i campi del sapere.

Uno di quei pochi straordinari saggi del mondo cultura che ha saputo interpretare il nostro tempo dedicandosi attraverso lo studio rigoroso alla ricerca continua di soluzioni e prospettive di pensiero e di azione con lo scopo di contribuire a rendere migliore questo nostro mondo senza mai arretrare davanti a un’inesauribile sete di conoscenza.

Storico, filosofo, teorico della letteratura, critico strutturalista e soprattutto studioso dei temi dell’alterità, delle derive sociali e dei totalitarismi.

Intellettuale enciclopedico che nella sua proficua attività saggistica ha messo in evidenza l’importanza di non trascurare il ruolo dell’essere umano nel processo complesso della storia e del divenire.

Numerosi i suoi saggi che spaziano in ogni campo del pensiero. Dalla letteratura, alla filosofia, alla storia, Todorov intellettuale calato nel suo tempo, impegnato a scrutare gli abissi del contemporaneo, si è accostato con gli strumenti dell’analisi formalista e linguistica al problema dell’altro e tra individui e le culture diverse.

Accanito sostenitore del dialogo tra gli esseri umani e i saperi, nei suoi ultimi libri ha focalizzato la sua attenzione su tema del confronto tra cultura nazionale e il diverso e sulla necessità di una rifondazione morale dell’individuo per evitare che le derive autoritarie tornassero a prevalere.

«Che cos’è un intellettuale? Per parte mia limito l’uso di questa parola nel modo seguente: è uno studioso o un artista (categoria che include anche gli scrittori) che non si accontenta di fare opere scientifiche o di creare opere d’arte, di contribuire dunque al progresso della verità o allo sviluppo del bello, ma che si sente anche toccato dal problema del bene pubblico, dei valori della società in cui vive e che partecipa quindi al dibattito su quei valori. L’intellettuale, secondo questa definizione, si situa a uguale distanza dall’artista o dallo studioso, che non si preoccupa della dimensione politica ed etica del suo lavoro, come dal politico e dal propagandista di professione, che non produce alcuna opera».

Questo è Todorov, intellettuale e soprattutto uomo tra gli uomini che ha prima di tutto a cuore gli altri, essendo convinto che le epoche più gloriose nella storia di ogni cultura sono quelle di apertura verso i popoli.

Nicola Vacca

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