La lingua nuova di Nelo Risi

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Con Nelo Risi scompare (il poeta è morto a Roma il 17 settembre 2015) l’ultimo dei grandi nomi della poesia italiana del secondo Novecento.

Già dalle prime opere ha sempre considerato la poesia un atto politico e con chiarezza antimetaforica i suoi versi hanno sempre ricercato l’essenzialità del detto quotidiano.
La lingua che Nelo Risi usa per scrivere poesie è quella di un parlato attento a tutti i mutamenti del quotidiano,sempre interessato a un rapporto immanente con le cose che si mescolano nei giorni e si sporcano di un vissuto tutto da raccontare e da attraversare.
Nel 2006 Mondadori pubblica in un Oscar che raccoglie la sua produzione poetica: «Di certe cose» (poesie 1953, 2005). Se volete conoscere meglio questo poeta, cercate questo libro, anche se credo sarà difficile trovarlo.

Franco Fortini nel suo libro «Poeti del novecento» (Laterza editori) scrisse che la poesia di Nelo Risi rappresenta un unicum che finalmente archivia e rompe definitivamente con istanze spirituali e simboliste.

Il poeta non rinuncia mai  a una scrittura netta, vitale e comunicativa, qualità che hanno sempre caratterizzato la sua poesia.

I suoi ultimi libri (Risonanze, Altro da dire, Ruggine, Né il giorno né l’ora) lo vedono impegnato a scavare nelle angosce della sua epoca. Ognuno di questi testi rappresenta un frammento di un complesso diario irregolare in cui il poeta medita sulle cose del mondo consumato dal passaggio inesorabile del tempo.

L’opera di Nelo Risi è un viaggio nel tempo e nella storia del quotidiano di incontri, persone e cose,  In una sempre convincente sintesi poetica, Risi ha sempre riassunto e rappresentato lo spirito, le atmosfere e il senso dei mutamenti di un ampio e quanto mai contraddittorio periodo della nostra storia.

Nelo Risi, infatti, si è sempre definito un poeta civile, che dai suoi esordì fino ai suoi libri più recenti, ha sempre scritto i suoi versi avvalendosi di una elegante limpidezza. Il suo sguardo è sempre rivolto  alla la realtà che lo circonda e che «ci parla di certe cose, che dette in versi suonano meglio che in prosa» .

Poeta di ferma pronuncia razionale, antiretorico per eccellenza, estraneo a mode e correnti, Risi ha sempre espresso la complessità del reale con una semplicità comunicativa.

Nelo Risi amava fare poesia per «Pensieri elementari» (questo è anche il titolo di un suo libro del 1961) e soprattutto non si è mai nascosto dietro le parole per raccontare il reale nelle sue molteplici mutazioni e contraddizioni.

Nicola Vacca

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