New York in un grande libro

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Era il 1986 quando Bompiani pubblicò il romanzo di un giovane scrittore americano.  Le mille  luci di New York  di Jay McInerney diventò subito un caso letterario.

Raymond Carver fu colpito dalle pagine di questo romanzo e lo definì irriverente, divertente da morire e in grado di mirare dritto all’obiettivo: il cuore umano.

Le mille luci di New York diventò subito un libro culto che entrò a far parte della memoria e del bagaglio di una generazione.

Il giovane protagonista del romanzo  e le sue vicissitudini, in una Grande Mela descritta dallo scrittore in tutte le sue giuste atmosfere, fanno parte di questo magistrale romanzo di formazione in cui tutto è messo in discussione.

La vita, la letteratura , l’amore con tutti i suoi disagi di coppia, passano sotto la penna di McInrney, che senza rinunciare a una dissacrante ironia scrive un libro magistrale che letto resiste alla prova del tempo.

Bompiani lo ripubblica nella collana dei classici contemporanei. Le mille luci di New York è un libro la cui grandezza non va assolutamente discussa ( come mi dice sempre il mio amico Roberto Saporito).

Un libro bello e ispirato che arriva dal cuore dei ricchi e vivi anni Ottanta, e di quel tempo racconta le gioie e i dolori.

Nel cuore delle mille luci abbaglianti di New York il protagonista, che ha ambizioni di scrittore, lavora nella sezione verifica dei fatti di un’importante rivista e si perde dopo essere stato abbandonato dalla bellissima moglie.

McInerney è bravo nel consegnare alla pagina uno spaccato antropologico della sua città e allo stesso tempo racconta la personalità complicata del protagonista che è incapace di affrontare la luce del suo esistere.

Le mille luci di New York è il racconto di una caduta negli inferi metropolitani, un ritratto spietato e ironico della condizione umana in cui non c’è nessuna concessione al patetico e al sentimentale.

Un grande libro politicamente scorretto che non tiene conto delle mode culturali.

Oggi che le mille luci di New York si sono spente, la scrittura graffiante e incisiva di Jay McInerney resta un modello da seguire e offre spunti e intuizioni notevoli da cui partire per la scoperta di nuovi modelli narrativi.

In una recente intervista McInrney non rinuncia al suo intelligente anticonformismo quando dice di essere diventato scrittore perché le regole sociali e stilistiche gli stavano strette.

Le mille luci di New York è diventato un romanzo simbolo per una generazione perché il suo autore ha deciso di stare dalla parte del torto e di scrivere storie e libri senza preoccuparsi minimamente di perdere i lettori più accomodanti.

Nicola Vacca

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