Poesia: una preghiera che ci smaschera

cl

Un esordio particolarmente felice questo  Altissima miseria della scrittrice salentina Claudia Di Palma, appena uscito per i tipi di Musicaos Editore.

Di Palma affronta il suo reale opponendogli quella che pare una resa, un esilio in un non luogo ricercato, di elezione, contrapposto a scenari di sola apparente comunione, i “luoghi del giorno, il bar, la villa comunale” (quest’ultima dove si fa “commercio d’alberi”) e invita il suo interlocutore – non necessariamente il lettore, si scopre leggendo-  in un altrove

ti porto nel luogo stupendo della

mia resa, la scrittura.

Una resa, una capitolazione, un totale abbandono: così com’è l’amore, che per Di Palma lungi dallo scivolare in facili versi di frusta retorica assume qui accezione carnale, materica, dai toni accesi, di guerra, quasi

Tutta dentro una parola è la resa,

 la sconfitta. La parolina amore

cela tenera il massacro.

Trova forma procedendo per vuoti e trasporti, l’autrice

Che sia ampiezza la tua vicinanza

Corrispondiamo al vuoto e al silenzio

con le nostre carni e una certa fame.

È una corrispondenza che ci elude.

È una preghiera che ci smaschera,

ci snuda fino al nulla. La vita è assenza.

Siamo pregni di ciò che ci esclude. -ma-

Insieme marciamo

di un bellissimo marcire.

distruggendo il sé per poi ricostruire l’intero universo, il suo, il nostro, ab ovo, nominando e rinominando il mondo

Studio l’arabo.

Provo a scrivere il mio nome

con altri segni. Mi provo straniera.

Ricorda talora Emerson, questa giovane scrittrice, quando toglie i nomi alle certezze, e le riescono felicissimi accostamenti di parole mai fini a se stessi, a un autocompiacimento che si faccia sterile,  ma in densità anzi di immagine e senso:  la sua  Madre è una “disangolata figura”,  la persona che ama sarà oggetto di uno sprone dolce eppur deciso

Il margine è la mia casa

Io condivido la mia fertilità

e tu avvicini il seme. Insieme

costruiamo sentieri e iniziamo

ogni istante. Facciamo di nuovo

il principio con i corpi che siamo,

i verbi che abbiamo.

Una richiesta che si fa invocazione e che assume i toni della preghiera, come ha sottolineato acutamente il poeta, critico, editore Alessandro Canzian nella rigorosa prefazione.

E che della preghiera assume il tono salmodico, iterato, ipnotico

Che moltiplichiamo il principio.

Che dietro gli alfabeti facciamo silenzio

per le cellule e i corpi. Che cerchiamo

il fonema della pelle per svincolarci

dalla solitudine. Che chi ascolta sia ampio.

O ancora

Rendimi periferia.

Rendimi nascondiglio illuminato

dal sole. Rendimi vicina al confine,

vicina al taglio. Rendimi minoranza

dove la luce si fa maggiore.

Rendimi minore come un fiore

a lato, quel lato che splende

più di ogni centro. Rendimi piccola

superficie che quasi scompare

nell’orrore di ogni sentimento.

Rendimi sottile come lama,

assottigliata da ciò che provo[……] e avvolta, permeata dal rumore.

Rendimi la polvere che resta

davanti a ciò che brucia. Attonita.

Quasi qualcosa. Rendimi il quasi

mentre tutto si veste e si sveste.

Rendimi nuda periferia.

Fiore spiazzato dal campo.

Rendimi perimetro che non trattiene,

che non delinea, varco senza dogana.

Solo nel disfacimento propedeutico e nel rovesciare ogni prospettiva – già nel titolo, la miseria che si fa inaspettatamente “altissima” – c’è trasformazione, e c’è un ritorno

Poi ritorna, ritorna come fosse nuovo,

l’alfabeto alla fine del canto.

E con l’alfabeto, con le parole, torna in modo circolare l’immagine di apertura della raccolta: una bandiera bianca, simulacro di resa, che si trasfigura negli ultimi versi, conservando il bagliore ma perdendo i contorni, a diventare solo luce, pura luce

 E la luce sarà coraggiosa e vasta

su un piccolo fiore di papavero.

 Anna Vallerugo

(Claudia Di Palma, nata a Maglie nel 1985, vive e lavora a Lecce. Si occupa di teatro, canto e poesia. Altissima miseria è il suo esordio.)

 

Annunci

One thought on “Poesia: una preghiera che ci smaschera

  1. Pingback: Altissima miseria – Claudia Di Palma | Alessandro Canzian

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...