Carlo Emilio Gadda senza censura

gadda

Scritto tra 1944 e il 1945; ritenuto impubblicabile perché sconcio e imbarazzante; apparso nel 1967 in forma ridotta e ritoccata; pubblicato da Adelphi nel 2016 nella sua versione originale. Questa è la storia editoriale di Eros e Priapo di Carlo Emilio Gadda, saggio violento e dal linguaggio machiavellico, che dopo anni di immeritata censura torna a noi così come era stato pensato dallo scrittore de La cognizione del dolore.

Questo libro è particolare, si muove tra indagine storica e analisi psichica del fenomeno mussoliniano. Da spettatore e da buon studioso del ventennio fascista, Gadda ha dato vita a un pamphlet che non solo annienta il regime, ma ne evidenzia anche la sua psicologia. Per lui, la dittatura delle Camice Nere non nasce all’improvviso e non viene calata dall’alto, ma riempie le carenze dello sviluppo psicosessuale del popolo italiano.

Non è un discorso semplice quello che viene intrapreso da Gadda, che nel periodo in cui scrive è influenzato dal saggio Totem e Tabù di Freud. Eppure, l’autore milanese riesce a condensare in poche pagine e con estrema chiarezza, un discorso difficile da digerire. Già nel titolo, egli inserisce i punti cardine del libro.

Con Eros si intendono le diverse fasi dello sviluppo sessuale del bambino; con Priapo, invece, si indicano le devianze maschiliste, narcisistiche, egocentriche ed esibizionistiche dell’individuo. Per Gadda, il Fascismo è una sorta di rivoluzione sessuale, che colma i traumi lasciati dall’utopica purezza, dalla falsa castità e dalla tendenziosa innocenza con cui gli italiani sono stati educati per secoli.

Paradossalmente, quelle più attratte da questa tirannica emancipazione sono le donne, affascinate dalla violenta carica narcisistica di cui il Duce è la massima espressione. Pertanto, Gadda analizza nei minimi dettagli la base ideologica, rituale e psicologica del Fascismo. Lo scrittore milanese studia il comportamento della massa. La vanità del Priapo-Mussolini è alimentata dagli uomini e dai ragazzi, in cui la virilità del Duce risveglia la componente omoerotica, con cui tutti hanno fatto i conti nel periodo della pubertà. Quindi, il fallocentrismo fascista è espressione di un esasperato moralismo che ha alimentato le devianze presenti nello sviluppo erotico della collettività.

È bene precisare che per Eros, si intende quell’amore che riesce ad unire elementi distanti e contrastanti. Anche la società si consolida attraverso questo collante, ma nel momento in cui la devianza narcisistica prende il sopravvento, gli individui si uniscono tra loro nella costante adulazione del capobranco, che è anche isolata e virile adulazione del proprio Io.

Insomma, Gadda ci spiega tutto questo in poco meno di 200 pagine, ma Adelphi ha fatto di più, inserendo anche le versioni rimaneggiate di Eros e Priapo, e una serie di note che ci raccontano i retroscena dell’opera. In questo libro, lo scrittore milanese non ha abbandonato il suo stile sperimentale, ossia, dialetti, neologismi e tutto ciò che ha reso questo autore un pioniere della letteratura.

Certamente, siamo in presenza di un’opera fuori dagli schemi, scritta con un linguaggio volutamente violento e scurrile. Attraverso questo libro, Gadda non solo annienta il Fascismo, ma chiama il popolo alle proprie responsabilità. Per questo motivo Eros e Priapo è stato censurato. Infatti, agli italiani le strigliate non piacciono.

Martino Ciano

(Carlo Emilo Gadda, Eros e Priapo, Adelphi, 2016)

 

 

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