F R E D D O (racconto di R. Saporito)

freddo

 

“Si avventurava in viaggi di scoperta nell’universo del suo cervello…” (Ernst Junger)

Ammassi tutti i mobili contro una parete. Stacchi il telefono. Misuri la stanza, dalle tre pareti bianche e sgombre, con ampie falcate delle gambe: sette. Ti appoggi di schiena contro la parete fra due finestre. Ti togli la T-shirt nera, gli stivali, i jeans, le calze, i boxer. Senti il freddo del muro sulla schiena, il freddo del pavimento sotto i piedi, il freddo astratto nello stomaco. Ti slanci in avanti cercando di acquistare la massima velocità nel minimo spazio che ti divide dalla parete opposta. Ti sembra di correre al rallentatore per un chilometro finché non colpisci con violenza il muro. Senti un dolore acuto al naso, alla fronte, al petto. Senti il gusto agrodolce del sangue in bocca. Vedi l’impronta rossa che hai lasciato sul bianco della parete. Ti riporti dall’altra parte della stanza e riparti cercando di aumentare la velocità. Rimbalzi contro il muro e perdi l’equilibrio cadendo a terra. Il sangue esce dal naso e dalla fronte. La macchia sul muro è più marcata, netta, scura. La macchia sul muro è la prova che quello che stai facendo è una cosa reale, con una consistenza. Rimani a terra in uno stato di semincoscienza per alcuni minuti finché il freddo del pavimento diventa insopportabile. Lo specchio del bagno ti rimanda l’immagine di maschera rossa che è la tua faccia. Ti risciacqui ed è come se non fosse successo nulla. Ritorni nella stanza dai mobili ammassati sulla parete, osservi con distacco la macchia scura sulla parete bianca, ti rimetti i boxer, le calze, i jeans, la T-shirt, gli stivali. Uscendo di casa prendi il casco che è appeso alla parete di fianco alla porta. In strada scivoli leggero lungo il marciapiede fiancheggiando le macchine parcheggiate: una Thema, una Mercedes, una Fiat Uno , una Renault 25. Tra la Renault e un’altra Fiat Uno c’è la tua Harley Davidson 883 bassissima nera. La osservi con una punta d’orgoglio, ti sfili il cotone emostatico dal naso e lo lanci nella strada. Ti tocchi il naso con discrezione ma non sanguina più. Hai un mezzo sorriso sulle labbra. Ti infili il casco, accendi la moto e ascolti il motore respirando con calma.

Roberto Saporito

(racconto che fa parte del libro di Roberto Saporito “Harley-Davidson” edito nel 1996 da Stampa Alternativa di Roma, nella mitica collana editoriale “millelire”, ventimila copie vendute, piccolo libro di culto, fuori catalogo da quasi venti anni e che si può trovare ogni tanto nelle aste su ebay) .

Roberto Saporito è nato ad Alba (CN) nel 1962. Ha studiato giornalismo. Ha diretto una galleria d’arte contemporanea. Ha pubblicato raccolte di racconti e romanzi, tra le raccolte di racconti ricordiamo “H / D – Harley-Davidson Racconti” (Stampa Alternativa Editore, 1996, vendendone ventimila copie), e “Generazione di perplessi” (Edizioni della Sera, 2011, quarta di copertina di Marco Vichi) e tra i romanzi ricordiamo: “Il rumore della terra che gira” (Perdisa Pop, 2010, nella collana “Corsari” diretta da Luigi Bernardi) e “Il caso editoriale dell’anno” (come “Anonimo”, 2013, Edizioni Anordest) Nel 2015 ha pubblicato un nuovo romanzo dal titolo “Come un film francese” con Del Vecchio Editore di Roma. Suoi racconti sono stati pubblicati su antologie e su innumerevoli Riviste Letterarie. A ottobre 2004 è stato invitato al Festival Letterario “Letteraria” a Pistoia, tra gli scrittori invitati: Andrea Camilleri, Carlo Lucarelli, Francesco Guccini, Loriano Macchiavelli, Massimo Carlotto, Luca Crovi. A giugno 2007 è stato invitato al Festival Letterario Lib[e]ri 2007 di Teramo, tra gli scrittori invitati: Marco Lodoli, Erri De Luca, Walter Siti, Giovanni D’ Alessandro, Paolo Grugni. Collabora con la Rivista Letteraria di Milano ”Satisfiction” con una sua personale rubrica. Nel 2013 il suo primo romanzo “Anche i lupi mannari fanno surf” [2002] diventa “oggetto di studio” di una delle dieci lezioni del corso di scrittura narrativa “Inchiostro rosso sangue”, per la precisione la settima intitolata “l’hard boiled in salsa italiana: il curioso caso di “Anche i lupi mannari fanno surf”, di Roberto Saporito.”, organizzato dalla Rivista Letteraria “Inchiostro” a Verona, insieme ai romanzi, oggetto di altre lezioni, di Giorgio Scerbanenco, Carlo Lucarelli, Massimo Carlotto e Gianluca Morozzi.

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