Il vuoto e la letteratura che lo racconta

fuori-non-ce-nessuno-cover-1

“A crescere nella bruttezza ci si può sentire incapaci di generare qualcosa di diverso, e alla  fine alla bruttezza ci si affeziona, tanto da continuare a cercarla.”

Fin da quando ero bambino ho sempre sentito dire, in particolare dai miei genitori, “Mai lasciare la strada vecchia per la nuova!”, e quando ho cominciato a cambiare lavoro un anno si e l’altro pure, apriti cielo, la connotazione negativa di quello slogan, pur smentita clamorosamente dai fatti ripetuti, si è anzi rinsaldata. “Non sai mai cosa potresti trovare.” Essere però costretti, a lasciare le proprie sicurezze per poter dare una svolta alla propria vita o per darle un senso, caso mai ci fosse, sta diventando giorno dopo giorno, crisi dopo crisi, un incoraggiamento, un invito, una sprone, un obbligo, una tortura, un incubo, una consuetudine ? Metteteci quello che vi pare più attinente, tutto quello che vivete.
Greta, protagonista di Fuori non c’è nessuno, scritto da Claudia Bruno e pubblicato da Editrice Effequ, lascia i luoghi d’origine che per lei tutto sono fuorché vecchi, costretta dalla famiglia, e insieme a tanti altri coetanei e non, viene deportata verso qualcosa di nuovo, che si rivelerà ben presto grigio, metallico, freddo, chiuso, triste.
Ci sono grandi prospettive per il futuro, come tentano di farle e di farci credere tutti i giorni, vigliacchi creatori di false campagne promozionali cariche di simboli coloratissimi, campagne rumorosissime, grandissime, evidentissime fuori, ma grigie, vuote e asfittiche, dentro.
E le prospettive rimarranno tali, perché il luogo dove Greta andrà a vivere sarà vuoto dentro, privo di relazioni, di giochi, di vita, ma rimarranno tali anche perché fuori non c’è nessuno.
Fuori c’è il grigio delle fabbriche, del cemento, della metropoli direbbe un collega di Claudia, bravissimo a descrivere il disagio che viene dal grigio delle nostre città.
E allora Greta per riuscire a vivere, per riuscire a dare un senso a questo trasferimento, che doveva a sua volta dare una speranza alla sua vita, è costretta ad uscire ancora più fuori, ad andare oltre se stessa per poter incontrare qualcuno, e come dicevano i vecchi all’inizio, andando oltre o cambiando strada qualche volta si può davvero trovare qualche sorpresa, che naturalmente lascio scoprire a chi deciderà di leggere il libro. Pagina dopo pagina si avanza nella lettura e si ascolta rapiti la valanga di accadimenti che Greta ci riporta, intercalati da un percorso inverso, singolare, tenero.
Ammiro molto Claudia Bruno, per aver tenuto saldo il timone durante l’attraversata di un vasto mare tempestoso, raramente e per brevi tratti calmo, per non aver mai perso la rotta nonostante le difficoltà di  orientamento, nonostante la solitudine prevalente data dalla quasi totale assenza di dialoghi, che in un primo momento a conclusione della lettura mi ha lasciato disorientato, ma poco dopo, a sedimentazione avvenuta, tale assenza si è rivelata essenziale, inevitabile. L’abbagliante e incantevole capacità di raccontare assolve quella che per me può essere una mancanza, ma per altri una benedizione.  Concludo in modo forte, per invitare ciascuno con determinazione alla lettura di questo libro.
Greta vomita ciò che ha mangiato per anni, in poco più di duecento pagine. Chi ne ha avuto esperienza sa che i conati di vomito sono devastanti ma rapidi, dei fiotti, e soprattutto liberano.
Greta, e Michela, sono libere. Leggete “Fuori non c’è nessuno.”

“Piana Tirrenica era un posto brutto. Non c’erano piazze, non c’erano teatri, non c’erano giardini. C’erano le strade, c’erano i comignoli delle fabbriche, c’erano le gru. Non sembrava un luogo nato per le persone, ma per collegare palazzi, capannoni e automobili. A chi le chiedeva cosa ci fosse a Piana Tirrenica, Greta rispondeva il cielo, a Piana Tirrenica c’è il cielo.”

“Primavera, estate, autunno e inverno si alternavano senza che lo spazio intorno subisse significativi mutamenti, in quanto il paesaggio era composto per lo più da asfalto, ferro e cemento, materiali altamente resistenti ai cambiamenti di forma e colore.”

Claudio Della Pietà

Fuori non c’è nessuno
Effequ edizioni

pagg. 221 euro 13,00
ISBN 9788898837298

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...