Emil Cioran nel crepuscolo del pensare

C’è ancora un Cioran  non ancora pubblicato in Italia. Si tratta di alcuni libri che invece in Francia sono già in circolazione da oltre venti anni.

Tra questi, degno di nota è  «Le Crépuscule des pensées» pubblicato dalle Èditions de l’Herne nel 1991.

Libro che Cioran scrisse in romeno e in cui è  già presente quel corrosivo scetticismo nei confronti delle possibilità umane che caratterizzerà le fasi del suo pensiero successivo.

Questo volume  fu pubblicato nel 1940 e fu  l’ ultimo che Cioran scrisse nella sua lingua prima di abbracciare in maniera incondizionata il francese.

L’amore, la solitudine, la musica, Dio, i sentimenti, l’arte e la creazione e molte altre considerazioni in queste pagine  che già mostrano quella straordinaria filosofia dello squartamento e dei vacillamenti che Cioran  presenterà  nelle opere successive risalenti al periodo francese.

«Le Crépuscule des pensées» è un libro incandescente, la lingua di Cioran è estrema e tagliente e già affonda  le radici in quella profetica tentazione di esistere attraverso cui  lo scrittore, il pensatore e il filosofo si avventurerà per annotare sulle pagine tutti gli elementi che definiscono la malattia morale degli esseri umani in caduta libera nelle tenebre della Storia.

Ci auguriamo che anche questo libro di Cioran venga pubblicato al più presto in Italia. Siamo sicuri che Adelphi è già pronta.

Nicola Vacca

L’uomo dipende da Dio alla maniera in cui lui stesso dipende dalla divinità.

La timidezza è l’arma che la natura ci offre per difendere la nostra solitudine.

Nella tristezza una cosa è dolorosa: l’impossibilità di essere superficiali.

Il nichilismo: la forma limite della benevolenza.

Nella passione del vuoto non c’è che un sorriso grigio di nebbia che anima che anima ancora la decomposizione grandiosa e funebre del pensiero.

Tutte le acque hanno il colore della noia.

Il male lasciando l’indifferenza intatta, ha preso per pseudonimo il tempo.

Due cose mi hanno riempito sempre di un’ isteria metafisica: un orologio che non funziona e un orologio che funziona.

Un pensiero deve essere strano come le rovine di un sorriso.

La nostalgia della morte eleva a rango l’universo  intero a rango della musica.

Le introspezioni sono gli esercizi provvisori per un necrologio.

Il terrore è una memoria del futuro.

L’universo è una pausa dello spirito.

Scetticismo: nessuna consolazione di non essere cielo.

(Da  Emil Cioran,  Le Crepuscule des pensées, Èditions de l’Herne)

 

 

 

 

 

 

 

 

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