La mignotta della parola

botero-tavola

Scrivo di libri che non leggo su giornali che contano. Ma soprattutto cerco di non farmi nemici e di parlare di quei libri destinati alle classifiche.Sono al sevizio del potere editoriale e di quei successi pilotati e montati ad arte. Insomma, dove c’è un caso editoriale dell’anno c’è la mia ruffianeria.

Cerco sempre di essere sul pezzo, strizzando l’occhio al «bel mondo delle patrie lettere».

Per essere considerato, devi subito capire una cosa: una mano lava l’altra.

Così è tutto più facile, e una volta che sei entrato nel giro dei favori il gioco è fatto.

Sono diventato una mignotta della parola. Non faccio difficoltà a prostituirmi agli uffici stampa e agli editori, e loro sono contenti dei miei servigi. Mi ripagano con altrettanti favori e posso contare su un forte ritorno di immagine.

Sono un critico letterario seguito e stimato, in ogni recensione scopro un capolavoro. Anche se non è vero, essere accomodanti, concavi e convessi è la strada che bisogna percorrere per raggiungere la fama.

Mi piace da morire questo circolo vizioso e corrotto in cui sono finito. Risultato raggiunto con il minimo sforzo. Senza mai aver letto un libro per intero mi sono costruito l’immagine di «intellettuale» che ha una notevole influenza e ogni mia parola pronunciata e pubblicata sul libro del momento è cassazione.

Quanti benefici si ottengono nel «bel mondo culturale» facendosi comprare dal sistema.

Chi dice la verità sa di essere scoperto, scriveva Oscar Wilde. State tranquilli, io continuerò a mentire e a promuovere attraverso la mia «autorevole opinione» libri che nemmeno sfoglio.

Attraverso le quarte di copertina sarò il gregario ben retribuito del successo  di scrittori pessimi su cui qualcuno, molto in alto nelle sfere che contano del marketing delle case editrici, ha puntato per farne il caso editoriale dell’anno.

Nicola Vacca

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4 thoughts on “La mignotta della parola

  1. bell’articolo, privo di peli sulla lingua ma con molto pelo e contropelo in superficie…
    mi viene da chiederti: sei tu che ti sei adeguato al sistema o è il sistema che ti ha “plasmato”?

    (domanda alla Gigi Marzullo;-))

    p.s. adoro Botero!

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  2. Ecco, così si esprimerebbe il servo del sistema, se solo avesse il coraggio dell’onestà intellettuale, il che sarebbe un controsenso, in quanto è esattamente la mancanza di questa qualità a renderlo ligio all’adulazione incondizio ata. D’altronde, suppongo sia ben difficile operare contro il Sistema da fuori le mura. Bisognerebbe ricorrere ancora una volta all’ arguta invenzione di Odisseo e portare la propria autorevolezza critica e controcorrente all’interno della stessa cittadella fortificata, a proprio rischio e pericolo. Peccato che in pochi abbiano tale coraggio, perché chi ci perde è poi la Letteratura di un Paese, la sua ricchezza miseramente sprecata!

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