Basta con il premio Strega

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Si sta mettendo in moto la macchina organizzativa del premio Strega. Sinceramente, viste le ultime vergognose edizioni con vincitore annunciato, mi chiedo a che cosa serva un premio letterario del genere. Sarebbe opportuno abolirlo. Non vi affannate scrittori invisibili o scrittori che vi accontentate di essere ammessi a gareggiare per poi essere immediatamente eliminati, anche se come premio di consolazione vi resta la fascetta di aver partecipato anche se per un nanosecondo allo Strega. Chi di dovere sta già lavorando per assegnare il premio a Niccolò Ammaniti con Anna.Non vi affannate è tutto «mafiosamente» scritto.

E anche quest’ anno anno di parlerà per mesi del premio Strega e si leggeranno meno libri. Tanto quello che conta è stare sempre sul pezzo. Una volta c’era la civiltà delle lettere, oggi regna l’inciviltà  dei premi letterari.

Da qualche anno la città di Premiopoli sta dando il peggio di sé. Dopo le baruffe narcisistiche del Viareggio, gli scandali del Grinzane, anche lo  Strega non gode ottima salute . Premio che non funziona, perché da decenni è nelle mani delle lobby editoriali. Cosa più scandalosa è che già molti mesi prima  della finalissima il vincitore è già annunciato.

Forse sarebbe il caso di riscrivere le regole, di riconsegnare alla letteratura questo  storico premio.

Fuori i giganti e dentro le proposte di qualità dei piccoli e medi editori. Basta con le pressioni ai giurati, che nel frattempo si sono giocati la loro indipendenza.

È necessaria un un’opera di bonifica dello Strega, che in questi ultimi anni si è distinto per bassezza morale e mediocrità.

Sarebbe bello se il premio Strega fosse assegnato a uno scrittore che se lo  merita. Sarebbe bello se accadesse tutto questo. Sarebbe bello se lo strapotere dei gruppi editoriali facesse un passo indietro, e tutti gli editori fossero liberi di candidare i propri autori.

Non luogo a procedere di Claudio Magris (Garzanti), Il Romanzo della Nazione di Maurizio Maggiani (Feltrinelli), Teoria delle ombre di Paolo Maurensig (Adelphi).
Se il premio Strega fosse una cosa seria questi tre romanzi straordinari entrerebbero in cinquina.
Sarebbe bello, ma gli amici della domenica guardano altrove.

Basta con gli scrittori nominati e con gli accordi sottobanco. Basta con gli scrittori che si autoplagiano e che si copiano e incollano per farsi belli nella più importante competizione letteraria italica.

400 giurati che si fanno chiamare Amici della domenica  si ritrovano davanti a una bottiglia di Strega per brindare con gli amici degli amici delle oligarchie editoriali che ogni anno fanno comunella con i loro giochi di potere. Anche in questa stagione il vero vincitore del Premio Strega, che si appresta a festeggiare i suoi settanta anni, sarà sempre il Manuale Cencelli.

Penso sia difficile che il premio Strega cambi pelle. A questo punto sarebbe opportuno abolire questo premio che nel corso degli anni ha dato il peggio clientelare di sé. Anche perché i settanta anni sta dimostrando di portarli davvero male. Lo so, la mia è una provocazione assurda, ma se ci pensate non è sbagliata.

Nicola Vacca

 

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