Il mio disegnare

angela

 

Oscar Wilde disse che si può esistere senza arte, ma senza di essa non si può vivere.

Già.

Sono la persona più maldestra che io conosca e sono un totale disastro con le parole. Sono un sacco di cose e il contrario delle stesse. Ma quando disegno sono solo Angela. Trovo e perdo Angela ad ogni viaggio percorso con la matita. Con i colori e nei colori.

Disegnare è il mio posto, quello giusto, quello dove non mi sono mai sentita sbagliata.

Disegnare è un dare e avere, mi completa e mi spiega come mi sento. È una terapia.

Disegnare è non prendermi, a volte, troppo sul serio. Ma seriamente. È introspezione ed egocentrismo.

È urgenza e prendermi del tempo. È perdermi nel tempo. È temporeggiare.

Datemi matita e colori e disegnerò il mondo.

Sono fortunata. E sono abbastanza vecchia per saper provare gratitudine.

Questa forte e meravigliosa sensazione di benessere è, tuttavia, resa incostante dall’irrimediabile condizione di essere umana e soprattutto, un essere umano tormentato, ahimè. Quindi mai soddisfatta. Mi capita di passare dalla gioia più totalizzante di avere il privilegio di potermi esprimere e di poterlo fare anche per lavoro, alla soffocante frustrazione di desiderare di avere più ore per farlo.

L’onda sinusoidale è il percorso più retto che i miei umori sanno percorrere.

Talvolta l’urgenza è una mano che mi spinge il petto frenandomi il respiro e devo disegnare prima che l’immagine mi esploda dentro.

Altre volte è una carezza che mi fa sentire libera. Potersi esprimere è la forma di libertà più importante e da tutelare.

Disegnare è uno spazio e un tempo necessario. È il mio dire.

Amo guardare un foglio bianco, ascoltarlo mentre tempero lentamente la matita. I miei occhi intanto corrono sognanti, persi nel vuoto. O forse dovrei dire nel pieno, uno spazio colmo di amore e dedizione. Immaginare “il finale” e lasciare che esso prenda forma senza, tuttavia, condizionarlo. Amo l’abduttore sporco di graffite e il colore che si libera e decide per sé attraverso l’acqua. Amo l’odore del carbonato di calcio della gomma da cancellare e lo sfrusciare della carta.

Amo le pause.

Tanto importanti come le azioni.

Quando inizio un nuovo progetto ho il pretesto (come se necessitassi di scuse!) per ricercare. Adoro la ricerca! Leggo e butto giù idee impulsivamente. Prendo appunti e creo cartelle di immagini aspirazionali e leggo. Leggo. E vivo.

La conoscenza crea stimoli. Senza conoscenza non si mette in moto nessun processo creativo. Scarabocchiare le mie sensazioni mi aiuta a pensare.

Imparo tanto e sempre anche dai miei supporti pittorici e mi diverto a sperimentare tecniche differenti e differenti reazioni. Le studio e mi ci avvicino con rispetto e stupore. Poi penso.

Quello che ricevo dall’arte è nettamente superiore rispetto a quello che mi toglie. Perché sì, come quasi tutte le esperienze e le scelte, soprattutto quelle importanti, qualcosa viene dato e qualcosa inevitabilmente viene tolto.

Penso al tempo che non sento di avere mai a sufficienza, per esempio. Vorrei una vita per disegnare, una per leggere, una per viaggiare, una per cucinare, … potrei continuare con la lista!

E penso anche ai momenti di solitudine. Stanze di solitudine da arredare con silenzi. A volte una condanna, altre una salvezza. Momenti che mi devo prendere, da bilanciare con le esperienze e con le cose belle da condividere con chi amo.

Ma è la scelta giusta. La vita giusta. L’unica mia possibile per vivere e sopravvivere. Per amarmi e prendermi cura di me e di ciò e chi è fondamentale per me.

Angela Varani

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4 thoughts on “Il mio disegnare

  1. L’ha ribloggato su angelavaranie ha commentato:
    Oggi, con tutto il disagio che mi contraddistingue, sono ospite di “Zona di disagio”, il blog letterario di Nicola Vacca.
    Racconto di me e del mio disegnare.

    Onorata e lusingata, vi invito a leggere il mio articolo e a seguire questo blog davvero, davvero unico.

    Buona lettura e grazie.
    Angela

    Mi piace

  2. Pingback: Il mio disegnare | Angela Varani

  3. “Stanze di solitudine da arredare con silenzi” Cara Angela, tra le tante cose bellissime che hai scritto sul tuo lavoro artistico, basterebbe questa riflessione per renderti ai miei occhi degna d’ammirazione e attenzione eterna!. Grazie

    Liked by 1 persona

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