La civiltà dei falsi secondo Umberto Eco

eco

 

Simone Simonini è un abile falsario d’idee che collabora con  governi, poteri occulti e servizi segreti. Siamo nel XIX secolo. Quest’oscuro personaggio si muove per l’Europa fabbricando il falso della Storia che produce odio. Sarà lui l’ideatore dei  Protocolli dei savi anziani  di Sion, del bordereau dell’Affaire Dreyfus. Questa è per sommi capi la trama del nuovo romanzo di Umberto Eco, Il cimitero di Praga (Bompiani, pagine 528, euro 19,50). Lo scrittore entra nel cuore del dossieraggio e della mistificazione  di cui si avvalgono da sempre la politica  e il potere per cambiare il normale corso della Storia.

Simonini, che Eco dice essere l’unico personaggio d’invenzione di tutto il romanzo, è l’uomo – ombra delle cattive intenzioni dei borboni, dei massoni, di Napoleone. Per quei poteri inventa atti e documenti che saranno usati sullo scacchiere internazionale per creare disfattismo e incertezza. Simonini è un creatore di falsi per chi lo paga. Lavora prima per i piemontesi svelando l’appoggio della massoneria all’impresa garibaldina dei Mille, organizza la morte di Ippolito Nievo, costruisce le prove contro l’ufficiale ebreo francese Dreyfus. Il suo capolavoro è la costruzione dei Protocolli dei Savi anziani di Sion, testo di riferimento dell’antisemitismo moderno.

Eco con un intreccio mirabile affronta il delicato tema del complottismo creato a regola d’arte dalle mistificazioni dei poteri occulti e palesi. Smaschera  le logiche perverse dei falsi storici entrando in prima persona nei fatti del suo romanzo: per denunciare la cosiddetta campagna d’odio contro gli ebrei Eco si è messo dalla parte degli antisemiti, di cui il falsario Simonini è il portavoce. La comunità ebraica non ha capito l’operazione dello scrittore e si è risentita di quello che scrive Eco nel suo romanzo, temendo che le sue parole in qualche modo diano forza al dilagante antisemitismo dei nostri giorni. Non è cosi. Lo ha spiegato lo stesso Eco in un’intervista: “Dai Protocolli dei savi anziani  di Sion, al bordereau del Affaire Dreyfus sino ai dossieraggi di oggi ciò che connota la costruzione dei falsi è sempre questo: usare e rielaborare ciò che è stato scritto in libri e articoli. Solo così la gente crede in ciò che si costruisce. Queste falsificazioni si creano nella storia umana perché chi si sente sconfitto inventa un nemico per darsi una ragione”.

Eco scrive un romanzo potente e rompe gli schemi. Ambienta la sua storia nel torbido accaduto del XIX secolo, dove personaggi realmente esistiti sono agenti segreti, spie, ufficiali pericolosi e ecclesiastici compiacenti  con la menzogna. Questi costruiscono trame e complotti per screditare e delegittimare i propri nemici nel nome dl potere e della ragione di stato (<<Pensiamo a congiurati che provengano da ogni parte del mondo a rappresentare i tentacoli della loro setta protesi in ogni paese, raduniamoli in una radura, in una grotta, in un castello, in un cimitero, in una cripta, purché sia ragionevolmente buio, facciamo pronunciare da uno di loro un discorso che ne metta a nudo le trame, e la volontà di conquistare il mondo… Io ho sempre conosciuto persone che temevano il complotto di un qualche nemico occulto, gli ebrei per il nonno, i massoni per i gesuiti, i gesuiti per mio padre garibaldino, i carbonari per i re di mezza Europa, il re fomentato dai preti per i miei compagni mazziniani, gli Illuminati di Baviera per le polizie di mezzo mondo, e via, chissà quanta altra gente c’è ancora a questo mondo che pensa di essere minacciata da una cospirazione. Ecco qua una forma da riempire a piacere, a ciascuno il suo complotto>>).

Proprio per questo Simone Simonini, scrittore fantasma di cospiratori e servi sciocchi di ogni potere, il solo personaggio inventato di questa storia, è in qualche modo esistito. Se buttiamo un occhio a quello che  accade in questi giorni, ci accorgiamo che  egli è ancora in mezzo a noi.

Nicola Vacca

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