La carne viva delle parole

ombra

 

 

John Barth  sostiene che per uno scrittore di talento è più facile “scrivere” una storia che spiegare che cos’è una storia. Il letterato americano ha perfettamente ragione. Con queste parole essenziali sconfessa l’ arroganza di molta letteratura che ha la presunzione di avere una morale.

Mi sono venute in mente le sue parole leggendo L’ombra della colpa, il libro di racconti di Ada Cassano.

La Cassano non è una scrittrice di professione, ma ama alla follia le parole e le mette insieme con un cuore grande e generoso per raccontare, senza la presunzione di fornire spiegazione alcuna, il suo tempo.

Le storie che racconta nel suo libro, infatti, hanno il sapore della testimonianza immanente.

I suoi sono racconti morali che non hanno nessuna ambizione di suggerire una morale.

Ogni racconto costituisce un attraversamento e il filo rosso che unisce  le tre storie è il disagio sociale e esistenziale che fa precipitare le nostre esistenze nell’abisso della decadenza.

Luce dopo il tunnel, L’ ombra della colpa  e Discoteca number one toccano dal vero la carne viva del nostro presente martoriato dalle piaghe dell’assurdo e dell’ insensatezza.

Al centro di ogni storia c’è  l’esperienza e il vissuto della scrittrice che ha deciso di mettere nero su bianco le sue preoccupazioni civili e umane per questo mondo che cade, raccontando ciò che sa è ciò che ha vissuto in prima persona.

In ogni racconto troveremo l’ombra di quella colpa che tutti portiamo dentro come un demone che inquieta le nostre esistenze. Davanti alla realtà e ai suoi squartamenti, nessuno è innocente.

Ada Cassano kafkianamente invita ognuno di noi a non respingere quell’assurdo di cui siamo fatti, e soprattutto a diffidare di coloro che non hanno la consapevolezza delle proprie colpe e si professano sempre e comunque innocenti.

Con una scrittura che possiede quella che Calvino nelle Lezioni americane chiama la «leggerezza della pensosità», Ada Cassano scrive tre storie del nostro tempo che aderiscono pienamente alla contemporaneità  con tutto il peso della colpa originaria dell’esistere.

Il tarlo della droga, il dilemma malvagio di una giustizia che non cerca il giusto e il nichilismo che assassina i sogni  non realizzati togliendo libertà agli esseri umani, sono nei racconti di Ada Cassano le metafore immanenti di questa zona di disagio che è diventato il mondo.

L’ombra della colpa è un libro necessario perché la sua autrice con rara sensibilità e schiettezza ha veramente a cuore le sorti dell’umanità di cui si sente parte. E qui ci racconta le sue storie dolorose, consapevole che la realtà supera sempre la fantasia.

Nicola Vacca

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