Il disagio che abbiamo dentro

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Giuseppe Foderaro racconta in anteprima il suo nuovo romanzo in uscita:

LATEX E BISCOTTI (Giraldi Editore)

Ho deciso di scrivere questa storia per un motivo ben preciso. Perché siamo nel 2016 e la gente ancora non se ne è accorta. La profezia dei Maya non si è avverata e abbiamo superato indenni venti secoli di storia. Ma pare che l’essere umano cammini su questa terra, nelle sue forme più o meno evolute, da almeno quattrocentomila anni.

Il cervello umano è composto da miliardi di cellule nervose chiamate neuroni, e ogni neurone è interconnesso all’altro da circa un centinaio di migliaia di trasmettitori chiamati sinapsi. Una macchina davvero straordinaria, in continua evoluzione, che però pesa appena un chilo e mezzo. Sarà per questo forse che l’uomo moderno è ancora completamente intriso di pregiudizi e ipocrisie come ai tempi della Santa Inquisizione spagnola.

Qualche tempo fa sono capitato in un paesino di campagna, c’era una pasticceria molto particolare, con un arredamento a dir poco barocco. Cavalli a dondolo, cappelliere, vecchi manichini, bauli della nonna, bambole con gli occhi di vetro, gabbie in vimini, poltroncine in velluto, tende damascate. Dolci sofisticati, ottima presentazione, location esclusiva. Ma la gente ci andava perché – rullino i tamburi – il locale era gestito da due gay! Una specie di processione di curiosi totalmente incuranti delle raffinate arti gastronomiche messe in campo si ritrovavano in quel posto alla moda solo per far vedere al prossimo loro quanto fossero anticonvenzionali e aperti di mente. Falsità. Così ho cominciato a riflettere sull’ipocrisia che permea la nostra cultura occidentale.

Atteggiamenti sessuali borderline erano noti e tollerati fin dai tempi della guerra di Troia, la mitologia è piena di creature mutanti che cambiano sesso e identità a ogni folata di vento, e lo stesso mito di Dioniso/Bacco è una specie di legalizzazione orgiastica. Eppure noi, moderne creature del ventunesimo secolo, ancora fatichiamo a concepire l’omosessualità o le pratiche sessuali non propriamente ortodosse. Così è nata Agnese, pasticciera e mistress, che mescola sacro e profano come in un laboratorio di pasticceria si potrebbero creare commistioni sperimentali di nuovi sapori.

Agnese Crosara è un maître pâtissier diplomata all’Istituto Alberghiero di Milano, ha frequentato una scuola professionale di pasticceria, stage di formazione in Francia presso l’École du Grand Chocolat e al Valentino di Santa Monica, Los Angeles. Ha fatto parte della squadra nazionale pasticceri nel 2010, quando l’Italia per la prima volta è salita sul podio dell’ambitissimo Amoretti World Pastry Team Championship. Oro al Giappone, Argento all’Italia, Bronzo agli Stati Uniti. Per Agnese il piacere del cibo è assimilabile al piacere erotico e al gusto estetico. La sua pasticceria si trova a 500 metri da Castel Sant’Angelo, subito dietro al Vaticano, in prossimità della Corte di Cassazione, affacciata su Lungotevere. Un posto strano per trasgredire. Una scultura di Rodin che rappresenta una fanciulla nuda prona su un vassoio troneggia in vetrina. Agnese ha lavorato sodo per arrivare fin là. Finanziamenti, bandi della regione per l’innovazione d’impresa. Ma non basta. La pasticceria è molto lussuosa, gli arredi sono esotici, barocchi: sete, velluti, trine, merletti. I dolci che confeziona sono richiestissimi, il suo marchio conosciuto. Eppure i costi lievitano, c’è l’affitto dell’appartamento da pagare, i fornitori da saldare, i lavoranti da stipendiare. È costretta a riprendere la sua precedente professione quando, per pagarsi i corsi di perfezionamento, faceva la mistress a pagamento. Dominare e sottomettere maschi adulti consenzienti che ti pagano profumatamente per la tua consulenza non è come prostituirsi. L’ha imparato all’estero, dove questo è un fenomeno diffuso e riconosciuto. Tra i suoi clienti c’era Jerome. È grazie a lui che è riuscita a presentare un business plan convincente alla banca per ottenere i fondi necessari. Il suo dolce più famoso, Morte Deliziosa, ha ricevuto ottime recensioni sulle riviste di settore. La sua carriera sta per decollare, non è il momento di cedere. Ed è proprio Jerome, benestante libero professionista, che la finanzia entrando in società con lei, e le propone anche di riprendere la vecchia attività di mistress. Tra i due nasce uno strano rapporto, una commistione tra affari, sesso e complicità. Lo sanno entrambi. Ma non essendo in grado di gestire un simile cambio di passo, preferiscono rintanarsi nella comoda tana della trasgressione estrema, pur di non riconoscere l’esistenza di un valido legame, di un sentimento reale, di una passione che va oltre i normali giochi di dominazione e sottomissione e che travalica i ruoli. Rinchiudendosi nella cornice di comodo di un’attività borderline, preferiscono rinunciare alla possibilità di una relazione stabile, fedeli a se stessi fino alla fine, eppure in qualche modo sovrani traditori del vero modo di intendere l’amore. Rinnegano il sentimento e abbracciano la passione, un modo come un altro per scegliere di non farsi male.

In un mondo sempre più competitivo e difficile, una storia attuale che vuole sdoganare, col parallelismo tra le passioni carnali e quelle gastronomiche, ogni tipo di tabù o di pregiudizio. Perché, come dice Nietzsche, sono le convinzioni le peggiori nemiche della verità.

* * *

Giuseppe Foderaro, classe 1973, vive a Milano, dove scrive storie nere ed erotiche. È l’autore dei romanzi “Non ho fatto l’asilo” (Lite Editions, 2014), “Anche gli angeli mangiano kebab” (Novecento Editore, 2015) e “Latex e biscotti” (Giraldi Editore, 2016), nonché di numerosi racconti pubblicati in eBook, antologie o su riviste letterarie nazionali e internazionali.

Sito web: www.giuseppefoderaro.com.

 

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One thought on “Il disagio che abbiamo dentro

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