Salinas e il “sicuro azzardo” della poesia

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Pedro Salinas è uno dei più grandi poeti del Novecento. In Italia è conosciuto  per La voce a te dovuta, un grande libro di poesia, autentico poema d’amore che ha conquistato e fatto innamorare intere generazioni di lettori.

Nonostante questo grande successo, l’opera di Salinas non è mai stata apprezzata nella giusta misura. La sua poesia è stata recentemente riscoperta.  Qualche anno fa Passigli ha pubblicato  Sicuro azzardo (a cura di Valerio Nardoni). Si tratta del secondo libro del poeta spagnolo, pubblicato per la prima volta nel ’29. La bellissima traduzione di Nardoni ci restituisce intatta la straordinaria genialità di un vero poeta, che amava dialogare amorosamente con la parola ascoltando sempre la voce intensa dell’assoluto:«Cosa metterti davanti:/galere di fantasia,/zagara falsa, ombra falsa?/ Cosa metterti davanti, / pomeriggio del quattordici, / se tu già possiedi tutto:/ arancio senza fiori o frutti,/mare spoglio,luce d’agosto? / Ferma nella tua interezza, / così,immobile, lasciarti / salvata dal tuo passare, / vorrei/ Eternità metterei».

In realtà la poesia di Salinas ha sempre  al centro se stessa, è poesia dell’intelligenza, ma anche del cuore. La parola di Salinas cerca la vita sempre stretta tra pensiero e sentimento.«La poesia è  un avventura verso l’assoluto».Così lo stesso Salinas ha scritto pensando sicuramente al sicuro azzardo della parola esatta da ricercare  nello stupore  del quotidiano che indica l’eterno prezzo del vivere.

Nardoni nel saggio introduttivo che accompagna il volume scrive proprio  della straordinaria audacia dialettica del poeta, che sa conquistare gli animi  con l’evidenza luminosa di un verso infiammato.«Quello che quest’opera di Pedro Salinas persegue è un’evidenza più luminosa dello sguardo che acciechi il buio della conoscenza, perché anche silenzi impenetrabili possano farsi presagio di nuovi giorni, calore che possa sciogliere le frontiere tra l’io e l’altro, le forme,i colori di codici astratti  dell’esserci per non distruggersi, del non vivere per non morire».

Una cristallina trasparenza  è la chiave di lettura da decifrare per entrare nelle passioni  magiche di questo grande poeta. Una poesia che sa essere presenza pura:«Tutto  me  per ricomporti / solo con ricordi vaghi / ti confonderò la voce,/ i capelli,come erano? / ti attribuirò occhi non veri./ Tu stessa la tua memoria. / Ora posso già scordarti /perché sei qui al mio fianco».

In cerca di un’entità amorosa, scrutando le finezze dell’invisibile il poeta  è immerso  nel notturno delle cose, esplora le geografie  dell’anima. Sa benissimo che sotto i cieli della vita tutto quello che resta sarà immortalato  in un’altissima eternità dalla ricchezza dell’assoluto .

Il verso è luce che supera ogni finzione e ogni tempo. La poesia è il  sicuro azzardo di cui si fida. Perché dentro abita la parola «per un mondo sospettato /concreto e vergine dietro, / per quel non poter vedere / che vado con gli occhi aperti». Una parola – attraverso cui Salinas scruta l’invisibile  –   che sa nominare ed esprimere, inondare di luce le maschere della notte.

Nicola Vacca

 

 

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