Un McEwan di rara bellezza

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Il mondo sta per cambiare. All’inizio della “rivoluzione sessuale” mancano solo sei anni, eppure non lo presagiscono nemmeno, Florence e Edward. Hanno ventidue anni e si sono sposati il giorno in cui inizia questo romanzo. Ad attenderli, la loro prima notte di nozze. Una “vera” prima notte: immobilizzati da pudori e paure, digiuni di alfabetizzazione sentimentale, questi due ventenni degli anni Sessanta raccontano il loro tentativo di ingresso nell’età adulta. Sposati con i tutti i sacri crismi, in perfetta regola sociale, possono ora accostarsi legittimamente ai piaceri del sesso e della condivisione di corpi e anime. Possono e anzi, dovrebbero. E’ ciò che logica e buon senso delle regole civili impongono.

Ma le cose prendono una piega amara.

Gli esiti non sono scontati e ciò che resta, alla fine della lettura, è che spesso perfino gli amori forti, quelli “per la vita”, possono andare incontro a variabili incontrollabili, di quelle che piegano i destini.

E’ romanzo di una delicatezza estrema, Chesil Beach: centotrenta pagine costruite sull’attesa,  sui moti interiori di due anime purissime.

Puro è il lacerarsi tra esitazioni, pudori, impeto della voglia, di lui. Pura è l’impossibilità di interpretare un sentimento che oltrepassi il carattere del romantico e immaturo di lei.

Le ore che separano la cena dal momento atteso si riempiono di ricordi: le tappe della loro educazione ai sentimenti. Il primo incontro e qualche intimità incontenibilmente ricercata  – “Florence si rizzò su un gomito per vederlo in faccia, e si guardarono negli occhi. Era un’esperienza ancora nuova e vertiginosa per entrambi, fissare per un minuto lo sguardo negli occhi di un altro adulto, senza pudori e imbarazzi. A giudizio di Edward, era la cosa che si avvicinava di più al fare l’amore.” E ancora, più tardi, “continuarono a guardarsi negli occhi: in questo non li batteva nessuno”.  E il peso del giudizio della società attorno – quelle case dei loro amici, “regni ferocemente ordinati, diretti da madri tutte sorrisi e grembiuli puliti”- , così distante dal desiderio vitale di opporvi “una libertà oscena, gioiosa, nuda”.

E’ sereno, il lungomare di ciottoli di Chesil Beach: ma le tempeste si consumano al di dentro, mentre la superficie si increspa soltanto.

Un’implosione che solo un autore straordinario poteva restituire così controllata, eppure tangibile, materiale e universale: Ian Mc Ewan ci riesce in modo eccezionale anche in questo romanzo (meno conosciuto forse perché non allineato, in parte, alle tematiche di buona parte della sua produzione letteraria), facendoci dono di un piccolo libro di rara grazia.

E di assoluta bellezza.

Anna Vallerugo

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2 thoughts on “Un McEwan di rara bellezza

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