Le deviazioni della giustizia

copertina simenon

Georges Simenon è uno scrittore unico perché nei suoi libri riesce a dare voce agli aspetti più estremi della nostra psiche, e allo stesso tempo mette sulla pagina tutte le zone oscure del comportamento umano, smascherando sempre fragilità e debolezze  di un conflitto dell’uomo con il sistema sociale e le sue infinite contraddizioni.

Adelphi sta pubblicando e ripubblicando  tutte le sue opere. Corte d’Assise, inedito in Italia, fu scritto dal grande scrittore belga durante un soggiorno sul Lago Maggiore, nell’agosto del 1937. Finalmente ora possiamo leggerlo nella sua sconvolgente attualità. Non è un caso che Roberto Calasso abbia voluto programmare in questo momento l’uscita del romanzo, che fu rifiutato dall’editore francese di Simenon, tacciandolo di “assoluta immoralità”.

Al centro di questa storia c’è la giustizia che si rivela una macchina mostruosa decisa a stritolare il malcapitato protagonista che viene accusato ingiustamente di un omicidio.

Simenon racconta l’odissea giudiziaria di Petit Louis, un delinquentello, poco più che un bullo che si trova coinvolto con i Marsigliesi in una rapina all’ufficio postale  di Le Lavandou, nota località di villeggiatura.

Qui conosce Costance, una signora attempata con un sostanzioso conto in banca. Il giovane diventa l’amante della signora ricca e si trasferisce con lei nella casa di Nizza.Inizia così l’epoca dei giorni spensierati di mantenuto  con un alto tenore di vita che certo non gli dispiacerà.

Le cose avevano imbroccato il verso giusto. Non poteva immaginare che il destino stava per giocargli un brutto scherzo. Il giovane mantenuto scoprirà il cadavere della sua benefattrice nel suo appartamento.

Sarà subito accusato di un delitto che non ha commesso da un procuratore carrierista che aveva ricostruito il delitto secondo la sua idea. Era quel delitto, non quello della verità processuale, che il giudice aveva ricostruito.

Tra il cinismo mediatico dei giornalisti e la macchina della giustizia che s’inceppa per la parzialità del giudice che istruisce il processo, Petit Louis  compare davanti alla Corte d’Assise, dove la sentenza è stata già scritta, prima ch la giuria si pronunci.

“Erano tutti colpevoli, magistrati, giurati, giornalisti, belle spettatrici e spettatori, tutti, compresi gli avvocati, che all’improvviso trovarono qualcosa di urgente da fare, sentirono il bisogno di muoversi, di precipitarsi verso qualcuno o verso la porta, perché non c’è n’era uno che non avesse motivo per vergognarsi”.

Georges Simenon  non finirà mai di stupirci. Nei suoi romanzi la psicologia umana è scandagliata nel profondo. Nelle sue pagine noi esseri umani ci ritroviamo senza maschera con le nostre debolezze  e le nostre solitudini.

Pochissimi scrittori sono riusciti a entrare dentro l’uomo. Qui sta la sua grandezza.

Simenon è magistrale nel rappresentare  in questo straordinario romanzo le perverse deviazioni della giustizia e i coni d’ombra dei suoi rappresentanti togati, che spesso barano con la verità, perché il loro protagonismo deve valere più di una sentenza giusta. Dovrebbero leggerlo i garantisti per convenienza e i giustizialisti a ogni costo.

Nicola Vacca

 

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