Il grande poeta dell’amore al servizio del comunismo

neruda

Pablo Neruda è ancora oggi considerato  più grande  poeta d’amore di tutti i tempi. La sua poesia, lirica e sentimentale, è stata testimone di un tempo del sentire che  sembra del tutto scomparso. In questi giorni ricorre il centenario della nascita del grande poeta cileno. Neruda nasce il 1 luglio 1904 a Parral, sulle rive del Pacifico.

Nell’epoca in cui si  ascolta poco  la voce del cuore, considerata inattuale e fuori moda,  nonché disdicevole, si avverte davvero la mancanza di poeti d’amore innamorati della vita, che attraverso una diffusa poesia del cuore hanno tentato di comprendere il mondo.

L’alta poesia nerudiana d’amore rimane nella storia del Novecento un esempio unico di grande letteratura  difficile da eguagliare.

Il sentimento, nella poesia che inventa e non descrive, è una costante  dell’opera in versi  del poeta cileno, cantore dell’amore sensuale  e delle passioni umane. A più di  quaranta anni anni dalla sua  morte  è il caso di ricordare la validità poetica del sentimento, che è stata sempre il motivo dominante  della sua lirica. Rivendicare l’esistenza delle vie del cuore, attraverso la voce della poesia ,è il grande messaggio  che resta  pensiero poetico di Pablo Neruda.

È  tutta qui la forza dirompente del corpus poetico nerudiano. Attraverso i sublimi pensieri d’amore per la sua amata Matilde, il poeta cileno, è riuscito a costruire  un filone sentimentale universale  nel quale si raccoglie, incontaminato , il significato vero di tutto l’amore del mondo.«Per il poeta l’amore  è l’elemento che ravviva il mondo; il miracolo si ravviva  attraverso la presenza della donna», scrive Giuseppe Bellini, il maggior studioso della poesia nerudiana in Italia.

Per Neruda  l’uomo è fatto esclusivamente d’amore. E solo nella certezza del sentimento  l’irrequietezza e l’ansia trovano una terra del rifugio. L’atto d’amore è il sentimento amoroso che ispira il suo essere poeta del cuore. «Venti poesie d’amore e una canzone disperata», «I Versi del capitano», «Cento sonetti d’amore» traggono ispirazione dalla vita sentimentale dell’uomo Neruda, che diviene il significato vitale di una rinnovata poesia del cuore, momento decisivo nell’evoluzione spirituale del poeta.

Nel segno dell’amore la poesia prende forma concreta: l’assoluto del sentimento racchiude il mondo nella verità della purezza dell’essere.

In occasione del ritiro del Premio Nobel per la letteratura, il poeta ribadiva la validità del sentimento,  parte importante dell’anima che si dedica alla poesia.«Penso –disse in quell’occasione- che la poesia  sia un’azione passeggera  o solenne  in cui entrano  in pari misura  la solitudine e la solidarietà, il sentimento  e l’azione , l’intimità dell’individuo, l’intimità dell’uomo e la segreta rivelazione della natura».

Per Neruda, a ragion veduta , la poesia si  fonda sull’umanità del poeta.

Il poeta deve essere tale nella vita, prima che nella sua  opera, consapevole di non essere  predicatore delle moltitudini, deve invadere il mondo  con il seme del dubbio e dell’amore, per  dare un senso a questa civiltà che non sa più pensare.

Neruda, nell’ evocare sentimenti e stati d’animo, non si è mai stancato di appellarsi alle vie del cuore, scommettendo  sull’amore, come dimensione essenziale della poesia; unica àncora di salvezza in grado di  riscoprire  gli spazi amorosi sottratti alla natura dalla cattiveria degli umani.

L’amore, nell’opera poetica nerudiana, è la questione capitale  a cui è impossibile sottrarsi. È  il collante del matrimonio ideale delle anime in una rinnovata concezione panteista del mondo, che ha nella natura, nella ricerca della bellezza, nella trasparenza  di un accordo sincero di verità, gli elementi costanti di un grande libro d’amore chiamato vita.

L’amore  dagli ampi toni romantici è quindi la caratteristica di quasi tutta l’opera del poeta cileno .

Nei suoi grandi libri(quelli d’amore appunto)Neruda  ha scritto una grande verità: la vera poesia , quella delle vie del cuore, è imprenscindibile dal canto sublime ed eterno del sentimento amoroso. La vera poesia è soltanto quella che passa per i turbamenti del cuore.

Di fronte all’odierno vuoto di  ideali , e alla dilagante aridità dei sentimenti, rimane valida  la lezione della grande poesia d’amore di Pablo Neruda, soprattutto oggi che si avverte la necessità di ricostruire nuovi luoghi dell’anima , di riscrivere una storia intima defraudata dei suoi valori fondanti.

Certo Neruda è stato un grande poeta. Ancora oggi  la sua poesia è riconosciuta universale perché ha saputo attraversare il Novecento rappresentandone soprattutto la sua ragione d’essere.

Nella sua opera spesso si intrecciano ideologia ed esperienza . Da questo aspetto nasce l’adesione del poeta al comunismo che finirà per esercitare un’influenza negativa su parte della sua opera.

Il Neruda poeta che fa della militanza politica comunista la ragione primaria della sua poesia d’impegno civile, a nostro avviso, finisce per minare   la grandezza del Neruda, grande poeta dei sentimenti e dell’amore.

Diventa inconcepibile comprendere come l’autore cileno, che nelle sue opere più belle, ha dato prova di grande sensibilità , diventando con i suoi versi il cantore riconosciuto dell’amore universale, abbia potuto aderire al comunismo elogiando dittatori sanguinari come Stalin e Castro.

Proprio la rivoluzione castrista ha trovato in Neruda il suo poeta ufficiale. A Castro, il poeta cileno, dedica «Canciòn de gesta», un poema in endecasillabi non rimati. Nella rivoluzione  cubana, Neruda, paradossalmente, vede  un esempio fortificante per la restaurazione della libertà. Con i toni accesi dell’invettiva ideologica il poeta dell’amore si trasforma in fervido sostenitore della lotta e dell’odio di classe .

Nella sua autobiografia, «Confesso che ho vissuto», il poeta sottoscrive la sua adesione ad uno dei più sanguinari regimi totalitari comunisti ancora in servizio permanente sul pianeta.«Capisco-scrive il compagno Neruda- naturalmente ,che le rivoluzioni e specialmente i loro uomini cadano di tanto in tanto nell’errore e nell’ingiustizia. Le leggi mai scritte dell’umanità riguardano i rivoluzionari e i controrivoluzionari. Tutti possono sbagliare. Un impasse , un piccolo impasse all’interno di un processo, non ha molta importanza nel contesto di una causa grande. Ho continuato a cantare, ad amare, la rivoluzione cubana, il suo popolo , i suoi nobili protagonisti».

Questo è l’inflessibile atteggiamento rivoluzionario di Neruda, poeta marxista che  non criticò, e nemmeno prese mai pubblicamente  le distanze, dalla politica comunista filosovietica di quel tempo.

Sempre nelle sue memorie, da comunista convinto,  dedica a Stalin alcune pagine, precisando di aver composto per quella poderosa personalità una delle sue poesie.
Nonostante gli abbagli legati alle contraddizioni ideologiche, (che male si collegano all’ideale di amore nerudiano, inteso  come l’elemento che ravviva il mondo) il poeta cileno resta uno dei poeti simbolo del Novecento perché ha saputo scoprire nel sentimento amoroso l’essenza della  poesia.

Nicola Vacca

 

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