Thomas Bernhard letto da Giovanni Peli

thomasbernhard

Ho deciso di accogliere l’invito di Nicola Vacca, che è un amico, e di provare a scrivere, a chi voglia leggermi, alcune righe riguardo a Thomas Bernhard, scrittore senz’altro celebre e che colpevolmente soltanto di recente ho imparato ad apprezzare, e devo confessarvi che il mio interesse per lui si è rapidamente trasformato in una passione divorante, e come tutte le passioni divoranti anche questa mi invoglia a contribuire, seppure con i miei limiti non di scarsa portata, affinché anche altre persone possano condividere l’interesse e la passione per Bernhard, passione che, vi ricordo, è destinata facilmente a diventare divorante.

Non scrivo come un critico letterario da webzine perché ci sono fin troppi critici letterari del genere, che sciorinano parole in corsivo, citazioni e ammiccamenti ad altri critici letterari da webzine; non amo la letteratura da webzine, infatti seguo pochissime cose, come per esempio Nicola Vacca, con cui spesso mi trovo d’accordo soprattutto su temi letterari, meno su altri temi, ma penso che questo giovi sempre di più alla nostra amicizia, benché, sono certo, alcuni possano anche pensare il contrario, del resto a noi non interessa. Ma non ho minimamente intenzione di divagare, perché mi è stato chiesto gentilmente di scrivere di Thomas Bernhard, che per me non è altro che una passione divorante.

Vi consiglio immediatamente tre libri: Correzione, A colpi  d’ascia e Perturbamento, sono  romanzi veramente straordinari che denotano una padronanza tecnica da virtuoso, accompagnata da una feroce critica alle convenzioni sociali, al mondo culturale e soprattutto all’atto stesso di comunicare e in seconda analisi di scrivere.

Credo che Bernhard sia un autore da non dimenticare, anzi un autore che parla moltissimo a noi, oggi nei nostri anni, perché questa critica feroce si adatta benissimo al sovraccarico di informazione, comunicazione e arte, vera o presunta, tipico del nostro tempo.

Molti altri libri di Bernhard sono pubblicati e direi che ognuno è godibile, ma sono convinto che i capolavori siano i tre che ho citato. Altro elemento che è impossibile trascurare in Bernhard è la anomala e profonda ironia della voce narrante, che con un geniale gioco letterario è spesso una voce “riportata” da un altro narratore invisibile.

L’ironia tragica di Bernhard, il suo essere totalmente arreso di fronte alle proprie manie (non va dimenticato anche l’elemento autobiografico, più o meno mistifcatorio, pressoché costante), è forse l’elemento “in più” che ne fa non solo uno scrittore geniale, ma anche un artista che coglie la complessità della vita, della comunicazione e del mondo, restituendo un analogo di essa con la propria opera. Leggetelo, datemi retta, perché abbiamo bisogna di passioni divoranti.

Ho letto di recente per caso su facebook (ho anch’io letture occasionali che non diventano passioni divoranti), (non ricordo per fortuna chi l’ha scritto), che Bernhard fu scrittore sommo e persona penosa (e qui si parlava della derisione nei confronti dell’Austria e quindi nei confronti di se stesso). Capisco benissimo questo punto di vista e sono convinto, proprio perché lo capisco, che sia una cretinata mondiale: le parti più autobiografiche di Bernhard ci mettono di fronte ad una persona autentica, lacerata, coltissima, malata e tenacemente, ma non troppo, attaccata alla vita, perché essa può essere bellissima, ma non troppo.

Giovanni Peli

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...