Panopticon, la gabbia di Foucault

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Ha ispirato la letteratura. Ha cambiato il modo di intendere la sociologia. Ha parlato di follia, sessualità e di controllo delle masse. In poche parole è stato il profeta del XX secolo e nessuno come lui è stato così bravo nello spiegare i meccanismi che stanno alla base società moderna.

Michel Foucault non ha bisogno di presentazioni eppure oggi se ne parla poco. Sorvegliare e punire è uno dei suoi libri più interessanti  dovrebbe essere una lettura obbligatoria nelle scuole, ma questa è utopia.

Cos’è il potere? Foucault si pone questa domanda e comprende che ormai non è più un qualcosa di visibile ma di camuffato sotto principi liberticidi. Il diritto alla felicità, all’autodeterminazione, all’individualità paradossalmente sono i punti cardine di una nuova società che lascia tutti liberi purché si accettino delle procedure di persuasione. Ma tale prassi non ha uno scopo educativo bensì di controllo. Ecco le società panottiche.

Il Panopticon è una prigione circolare teorizzata nel 1785 da Jeremy Bentham, esponente dell’illuminismo inglese. Al centro di questa circonferenza si erge una torre in cui si nasconde il sorvegliante, il cui occhio vigile controlla il carcerato. La torre è posta in controluce, il guardiano non può essere visto dai prigionieri e soprattutto chi è in gabbia non sa se il sorvegliante è davvero lì. Sa solo che non può sfuggirgli. Che ci sia o meno in quella torre, il prigioniero ha una sola possibilità: conformarsi alle regole e controllare i propri istinti.

Altro aspetto importante, Bentham voleva una prigione democratica pertanto tutti potevano accedere alla torre. Tutti avrebbero potuto far parte del sistema e testare la sua funzionalità. Per l’esponente inglese dell’illuminismo tale sistema avrebbe dovuto essere introdotto nelle fabbriche e in qualsiasi istituzione pubblica. In questo modo non solo ci sarebbero stati dei benefici educativi ma soprattutto produttivi.

Il Panopticon oggi è realtà. Ma c’è altro. Foucault scrive un altro illuminante saggio e lo divide in tre volumi: Storia della sessualità. Conia un nuovo termine: biopolitica. Il potere dopo aver reso tutti liberi dalla paura del sovrano medievale, assoluto, forte del suo diritto di dispensare vita e morte sui suoi sudditi, si manifesta attraverso la difesa della vita e della sessualità con il solo scopo di impossessarsi dei corpi.

Il controllo del corpo, insomma, è il controllo totale.

Il controllo delle nascite, il diritto alla propria sessualità, il diritto alla vita passa per procedure specifiche. Lega il corpo a un controllo costante del potere che suddivide e sorveglia, rimanendo nascosto, sorridendo alle masse. La tesi di Foucault è geniale e oggi in pochi riuscirebbero a confutarla anche perché tutto ciò che il filosofo francese ha teorizzato si è avverato.

Non era un conservatore, tanto meno un moralista. Muore nel 1984 a causa dell’Aids. Ha regalato pagine che vanno lette con cura, senza porle sull’altare delle facili estremizzazioni. Foucault invita alla meditazione. Ci mostra quel guardiano che ci segue con il suo occhio, nella penombra e che sta prendendo possesso dei nostri corpi.

Del cervello… forse non ne ha bisogno. Usiamolo, quindi.

Martino Ciano

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