C’era una volta il Nobel

nobel

«Premio Nobel per la Letteratura 1954: Ernest Hemingway (Stati Uniti). Motivazione: per la sua maestria nell’arte narrativa, recentemente dimostrata con Il vecchio e il mare e per l’influenza che ha esercitato sullo stile contemporaneo»

«Premio Nobel per la Letteratura 1957: Albert Camus (Francia). Motivazione: per la sua importante produzione letteraria, che con perspicace zelo getta luce sui problemi della coscienza umana nel nostro tempo».

«Premio Nobel per la Letteratura 1964: Jean Paul Sartre(Francia) . Motivazione: «con la sua opera ricca di idee e piena di spirito di libertà e ricerca della verità» Sartre aveva esercitato un’influenza di vasta portata per il tempo presente»

Leggendo quello che riporto sopra si intuisce che  sono ormai lontani gli anni in cui il premio Nobel premiava la letteratura e soprattutto le motivazioni con cui si assegnava il premio erano prevalentemente letterarie.Sì, non ci sono più le motivazioni di una volta degne del più prestigioso premio letterario del mondo

Da qualche tempo  le motivazioni con cui si assegna il Nobel sono prevalentemente politiche. L’Accademia di Svezia, nel diffondere le ragioni per cui viene premiato  lo scrittore di turno,  non sembra più interessata  al valore letterario dell’opera ma trova sempre parole che giustificano un presunto significato politico.

È accaduta la medesima cosa anche quest’anno. Premio Nobel per la Letteratura è Svetlana Aleksievic, scrittrice e giornalista nata in Ucraina e vissuta in Bielorussia

Svjatlana Aleksievic, giornalista e scrittrice bielorussa,  ha scritto reportage e libri sul disfacimento del comunismo sovietico e sulle guerre russe del vecchio e nuovo secolo. Autrice di opere a metà tra il documentario e la fiction, la scrittrice ha prodotto libri sui temi più delicati della cronaca degli ultimi anni, dalla catastrofe di Chernobyl (tradotto in Italia da E/O Edizioni, “Preghiera per Chernobyl, Cronache del futuro) alla guerra in Afghanistan (“Ragazzi di Zinco”), pubblicato sempre dallo stesso editore).

Nella motivazione, dunque, manca ancora una volta l’elemento letterario. Secondo gli accademici di Svezia la giornalista ha vinto il Nobel «per la sua opera polifonica, un monumento alla sofferenza e al coraggio del nostro tempo».

C’era una volta il Nobel e ci mancano davvero tanto  le motivazioni letterarie di un tempo, sostituite oggi da un linguaggio politicamente corretto che ha finito per ridimensionare l’importanza e il prestigio che questo premio aveva in passato.

Anche il premio Nobel per la Letteratura si è adeguato all’aria asfissiante che tira.

Nicola Vacca

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5 thoughts on “C’era una volta il Nobel

  1. Verissimo: indice di una confusione più generale, in cui il potere prevale su tutto, soprattutto se mafioso. Ma comincerà presto a tirare un’aria contraria, perché anche il Cielo è nauseato dalle cricche ignoranti e arroganti che governano il mondo.

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