Questa è Emily Dickinson

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La poesia di Emily Dickinson si tuffa a pieno titolo nell’eternità di un miracolo. Con i toni di una struggente «lettera al mondo» la sua lirica è pura immortalità  vissuta giorno per giorno. Dal suo piccolo universo la grande poetessa americana ha indagato gli abissi del vivere , non per costruire una fuga dal tempo, ma per consegnare attraverso la parola alta all’esperienza esistenziale un antidoto per le catastrofi future del destino umano.

La  Dickinson era convinta che oltre la poesia ci fosse il nulla. Così decise di dedicarsi ad essa anima e corpo. Volontariamente segregata nelle stanze d’alabastro della sua  casa con giardino scrisse il versi una lunga lettera al mondo in cui mise in scena, superbamente, l’Assoluto e l’Eternità.

Per tutto questo tempo le sue sillabe  di seta sono giunte fino a noi attraverso traduzioni importanti che hanno   confermato l’immensa levatura di questa grande poetessa che considerava la propria vita un «fucile carico / Nell’angolo – fino al giorno in cui / Passò il proprietario-mi riconobbe/ E mi portò via».

È straordinaria la metafisica ebbrezza quotidiana con cui  Emily amava intingere la penna nella fonte magica di una rivelazione, prima di trasformare la parola in verso.

Soprattutto la sua capacità, tutta problematica, di dire con la parola esatta la cosa esatta.

Il suo rigore assoluto. Un doveroso rispetto per il forte sentire della parola asciutta che sulla pagina  entra nel cuore del mondo. Traducendola  ho tentato di aderire al massimo al suo poetare, per mettere in evidenza lei e la sua sublime grandezza. Alla fine mi sono sentita l’umile annunciatrice dei suoi fecondi frutti poetici.

Il bisogno d’assoluto, l’amore per la natura, la sete di Bellezza, sono i valori delle sue più profonde riflessioni. In un mondo dissacrato dalla stupidità, dilaniato da un globale materialismo effimero, il fascino magnetico della sua grande poesia  è la risposta che contiene un’eterna luce di verità.

La Dickinson oggi è in mezzo a noi con la sua opera e parla alle nostre coscienze. Ci suggerisce di guardarci dentro .Cosi scopriremo  di essere  stanchi di vivere sofferenti,  ingessati in un gelatinoso abito di nulla. La sua poesia viaggia nel senso  dell’irrealtà del tempo e dello spazio con le speranze che si alternano alle malinconie. Vuole liberare  un sogno di immortalità. E alla fine sprigionare il soffio di eternità impresso nel cuore di tutti.

Ha saputo volare  fino agli estremi confini della parola poetica, superandoli. Ha, inoltre, raggiunto la certezza di una spiritualità assoluta.

La Dickinson ci ha insegnato che il poeta ha le chiavi per aprire l’altro mondo. Reclusa nella geometria dell’Estasi ha abbracciato la parola naturale con la contiguità al verso. Tutto ciò che c’è nell’amore  nella sua poesia si fa poesia. Soltanto tutto ciò che è poesia giunge al cuore degli elementi, come l’amore è un dardo che raggiunge l’attrito delle passioni. Questa è Emily Dickinson.

Nicola Vacca

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