La poesia di Francesco Cagnetta

cagnetta

Francesco Cagnetta è giovane e ama la poesia. Ama leggerla e scriverla. Da qualche anno si è affacciato alla scrittura e devo dire che i risultati sono buoni. Non ha ancora intenzione di pubblicare, perché ha ancora molto da leggere e da imparare. A me la sua poesia piace molto e ho deciso di pubblicare quattro inediti. Francesco concede alla parola il respiro dell’essenzialità. In un gioco a sottrarre sulle pagine restano i versi di una poesia che sta nelle cose e  parlano la lingua di un’immanenza da cui la vita non può mai essere distaccata.

n. v.

I

Alla mia stagione

facevano tremare i palazzi

scuotere gli arbusti di sussurri

e parole abbiette,

crocifiggere gli abissi

con la tempra della forca

e i confini della propria vigna.

Forse, che le tonache

non siano ancora dismesse.

Che il crepitio

sia del tutto indifferente

che la tenacia dei muscoli

sia rimasta sopita.

Che sia tutta colpa della foschia

frapposta tra lo sguardo ed i nervi.

II

La protesta lasciamola

agli altri. Demandiamo

il diritto della carne;

usurpiamone il torpore.

Lasciamo ogni attimo

informe. Diamo lustro

alle geometrie luccicanti,

seppelliamo il respiro.

Attorcigliamo le dita informi

e congediamo

le nostre futili presenze.

Devastiamo il seme

se questo deve riprodurre

noi stessi.

III

Si sta al sud come le mosche

che chiosano rumorose

e si posano vibranti.

Quando le senti che girano intorno

è perché sei tu il prescelto,

decidono loro.

Cominciano a parlarti sopra;

loro, l’odore dello sterco,

l’hanno già trovato.

Se qualcuno ne attira più di te

non farti vanto: il tuo feticcio

necessita contaminazione,

dedizione!

E se provi a cambiar pelle

o a purgarti

per depistarne l’odore

sappi che quella sarà l’ora

di concederti in pasto ai vermi.

IV

Smetti di correre

di avere il fiato corto

di tendere alla deriva:

sei già alla meta.

Smetti di allungarti

in disperate acrobazie

di tendere le fibre

verso il mare aperto

di declamare forza bruta

se tutto ciò deve portare

solo a misurare la larghezza

del nodo che porti al collo.

Posa la catena,

cadrà esattamente

sui tuoi piedi.

S

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5 thoughts on “La poesia di Francesco Cagnetta

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