Ravasi, intelligenza, dialogo e confronto

ravasi

Gianfranco Ravasi, eminente uomo di chiesa, biblista e teologo, da sempre lavora per creare una cultura del dialogo tra credenti e non credenti. L’ultima iniziativa in tal senso è stata qualche anno fa  l’istituzione di uno spazio d’incontro e confronto chiamato “Cortile dei Gentili”. Il presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, su invito di Benedetto XVI, ha favorito  l’incontro dialettico tra laici, cattolici e  atei

Da uomo di chiesa e soprattutto da “uomo”, si rivolge al suo simile attraverso  la disamina di alcune voci bibliche che richiamano l’attenzione sulla socialità degli esseri umani.  Ravasi da sempre lavora per favorire incontri, dialoghi e confronti, Credenti e non credenti abitano la stessa terra e vivono nelle stesse aule delle università. Ma c’è il rischio che si isolino nel proprio recinto sacrale o laico, ignorandosi se va bene, o prendendosi a sberleffi nella maggior parte dei casi. Allora bisogna trovare uno spazio comune, abbattere muri di separazione nella cultura e negli atteggiamenti. Questa è la giusta filosofia di Ravasi.

Una filosofia del dialogo autentico in cui vanno evitati gli estremismi, gli integralismi e ogni forma di sincretismo ideologico e religioso.

Da esegeta delle Sacre Scritture, Ravasi nei suoi scritti e nei suoi interventi  passa in rassegna i temi fondamentali  che pongono l’uomo al centro del mondo. Fautore di un nuovo umanesimo, Ravasi da illuminato uomo di conoscenza contamina la cultura laica con quella religiosa per tracciare un mappa sensibile  dell’universo umano,

Ecco le coordinate del viaggio intorno all’uomo che Ravasi propone leggendo e studiando la Bibbia,ma anche studiando testi e autori laici e atei: il sentire, le ragioni del cuore dell’uomo, l’amore, la gioia della festa, la malattia e il mistero del soffrire, la famiglia, la vecchiaia.

“Ciò che la Bibbia dirà su questi temi illuminerà una riflessione che vuole mantenersi a metà tra l’approfondimento e la meditazione, senza comunque vantare pretese di esaustività. Ci basterà aprire una finestra sull’universo umano: uno sguardo in più, fra i tanti possibili, sulla sua ricchezza e complessità, sulla profondità del suo vissuto interiore e sulla difficile declinazione di quei legami che traducono l’amore nelle sue forme più varie”.Queste sono le parole di un cristiano che sa vedere oltre la propria fede.

Ravasi, senza alcun accademismo teologico, apre la Bibbia, libro che contiene una piccola biblioteca di libri (Enzo Bianchi), per dirci attraverso le sue parole di vita che “avere una religione del cuore, allora, non significa entrare in una spiritualità  sentimentale ed effervescente,  quando piuttosto pensare, decidere e operare secondo verità e giustizia”.

Dal piccolo grande mondo del cuore, che decide sempre la strada dell’uomo, al tema dei volti dell’amore  (che per la Bibbia rappresenta l’esperienza capitale della vita umana), Ravasi invita a non perdere mai il legame  che ci unisce all’altro e che fa sì che l’Io non diventi un Ego rinchiuso in se stesso, ma sia aperto al Tu.

All’uomo è dedicata la sua conoscenza che non fa mistero di frequentare il giardino laico del dubbio.

Gianfranco Ravasi ha a cuore l’universo umano e il variegato mondo delle relazioni, degli affetti e dei legami. Scava nelle profondità delle Scritture perché qui è facile comprendere che il cuore è la sede delle decisioni, della volontà e dell’etica. E l’utopia dell’amore è un progetto che deve essere incarnato con pazienza e mitezza nella storia. Non è mai stanco di aprire le pagine laiche della conoscenza  per costruire  un dialogo con quelle della sua religione.

Senza l’“universo di legami” non c’è un sentire comune. Non c’è pienezza, non c’è condivisione, non c’è più l’uomo.

Ravasi è qualcosa di più di un uomo di chiesa. Egli è soprattutto un raffinato pensatore dalle idee aperte sempre pronto al confronto e al dialogo. Uomo di grande umiltà e cultura che lavora ogni giorno affinché diversi mondi abbiano l’intelligenza di incontrarsi nel pieno rispetto delle rispettive diversità.

Ce ne fossero nella Chiesa di intelligenze laiche come quella di Gianfranco Ravasi.

Nicola Vacca

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