Sulla maschera che indossiamo

Man Ray 2

«Devo  fabbricarmi un sorriso, munirmene, mettermi sotto la sua protezione, frapporre qualcosa tra il mondo e me, camuffare le mie ferite, imparare, insomma, a usare la maschera ».

Cioran guarda negli occhi la maschera che non riesce a infilare e condanna la viltà di coloro che la indossano con estrema facilità perché hanno paura di mostrarsi così come sono.

Oggi quasi nessuno riesce  a fare a meno della propria maschera. Si ha talmente paura di farsi vedere a cuore nudo dall’altro, mostrarsi nella propria schiettezza, aprirsi con fiducia, farsi capire per quello che realmente si sente  e si prova. Tutto nasce da questo complesso di timori. Siamo soltanto maschere che non hanno il coraggio di essere.

Non ci interessa l’essenza delle cose, ma il loro apparire. Preferiamo amarci male, che mostrare il volto vero dei nostri sentimenti. Sui luoghi di lavoro, come nelle relazioni sociali è più comodo indossare un’esistenza che non sia la nostra.  Mostrare la propria con i suoi difetti e le sue fragilità è a dir poco sconveniente.

Siamo maschere che mentono, fedeli seguaci dell’apparenza e delle convenzioni. Abbiamo paura di conoscere noi stessi, e soprattutto  riteniamo pericoloso che gli altri possano conoscerci  per quello che in realtà siamo.

Indossando la maschera siamo gli artefici  del grande inganno che mistifica tutto. Che fa diventare il tutto un cosmico niente.

La maschera uccide noi stessi e il mondo. Ma preferiamo non abbassare la guardia, non mostrare  quello che siamo capaci di fare con il nostro cuore messo a nudo. Gli altri non devono sapere come siamo fatti davvero dentro. Dobbiamo mentire per guadagnarci un posto al sole nella società che giudica dalle apparenze.

Una maschera tira l’altra. Siamo un’inciviltà di maschere che si consuma nella menzogna.

Così tutto ci sembra perfetto, fabbrichiamo un sorriso tra il mondo e noi stessi, mettiamo sempre la parte peggiore di noi, che è il modo migliore per essere accettati in società.

Preferiamo essere  uno nessuno e centomila, piuttosto che  vivere un giorno di solitudine insieme alla parte più intima di noi.

«Come mai ci sono cosi poche persone perbene?Ne ho abbastanza di questi abbozzi di umanità, di queste caricature, di questi esseri riusciti a metà ».

Cioran, ancora una volta, pugnala con le sue parole questo nostro tragico tempo dell’apparenza, nel quale difficilmente avremo il coraggio di rinunciare alla maschera.

Nicola Vacca

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2 thoughts on “Sulla maschera che indossiamo

  1. La maschera è un riparo, senza ombra di dubbio, ma non sempre raffigura un sorriso
    ha volte ha un ghigno, a volte è indecifrabile
    certo è che anche un tipo come Cioran la indossava.
    l’essere umano si è mostrato nudo solo nell’Eden.

    Mi piace

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