L’indimenticabile Roberto Sanesi

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L’indimenticabile Roberto Sanesi, uno dei maggiori poeti  europei contemporanei e  impareggiabile  traduttore di Eliot, di Dylan Thomas e altri poeti importanti di lingua inglese come   Dylan Thomas, Thomas Stearns Eliot, William Butler Yeats, Conrad Aiken, Christopher Marlowe, Hart Crane, Percy Bysshe Shelley, Archibald MacLeish, William Blake, John Milton, Lewis Carroll, William Shakespeare, Seamus Heaney, Harold Pinter, James Joyce, Vernon Watkins, Walt Whitman ecc. (importante la sua antologia dei poeti americani della prima metà del secolo scorso recentemente ristampata da Bompiani), Come traduttore e come poeta Sanesi ha lavorato sulla rovine della parola costruendo intorno a essa un’esperienza assoluta.

Sempre attento alla cronaca e alla Storia,  Sanesi indaga il feroce equilibrio su un interno scenico dove la realtà è rappresentata nelle sue imperfezioni.

La sua poesia è  fede  nella capacità della parola. Un lavoro progressivo in cui appare tutta la corporeità di un linguaggio che, nello stile e nel contenuto, non lascia nulla d’intentato.

Giacinto Spagnoletti nella «Storia della letteratura italiana del Novecento»,  parla di Sanesi come  «un poeta emozionale, anzi, addirittura senza eguali per il modo in cui ricordi, sensazioni, tumulti interiori nella sua voce non si decantano mai, ribollono con un pathos continuo che è la materia chimerica, l’ansia morale dello scrittore».

 L’esistenza della parola, non meno quella della forma-colore, si pronunciano nello spazio di uno sfregio,di un’irritazione,che ricompone nell’atto della sua fluida e transitoria sparizione, nell’atto della catacresi di un’immagine come nell’addensarsi e dissolversi.

Tra elegia e prosa si entra  nel laboratorio magmatico di Roberto Sanesi  dove  si logora e si rigenera la sua arte, spogliata di ogni valenza autobiografica e la verità del detto non appartiene all’io, bensì all’intera civiltà, al punto estremo della sua esperienza drammatica.

Una poesia fatta di materia, e allo stesso tempo corale, nella quale si consumano gli strappi con il divenire e i suoi tragici mutamenti della e nella Storia.

Sanesi apre il fuoco nella consapevolezza di  scardinare il tramonto delle idee,  e smascherare la realtà con le sue finzioni .« Acqua . Fuoco. / Un crepuscolo/idiota, non c’è dubbio./ Sfumato con un fiammifero acceso sotto il mento/rossiccio, puoi anche estendere un cenno / funebre nell’immobile ritratto/di questo tuo terrore pastorale./ Non facciamo che / costruire rovine».

Roberto Sanesi, poeta di rottura,  disegna con le parole giuste  la cartografia di un mondo che sta  perdendo la sua anima nella decadenza  di una lingua orfana di ogni senso.

«Nel tutto /, molti di noi rispondono vivendo/a tutto ciò che viene nominato, e ancora/meglio rispondono al silenzio in cui/ ciò che non è indicato si nasconde, e ancora/ meglio rispondono alla stessa morte ».  Sanesi in Rapporto informativo  mette a dura prova la parola poetica costringendola a evocare il vuoto della materia gremito di presenze.

Non manca  in questa rappresentazione la contemplazione del paesaggio che somiglia tanto alla terra desolata raccontata dal suo amato Eliot.

Sotto il segno dell’interrogativo inquieto il discorso si rivolge al dolore dell’esperienza di vivere. Sanesi legge il suo tempo, rappresenta le ombre dello scenario esistenziale. Con una chiarezza lancinante e impietosa spoglia le cose, denuda la realtà.  Alla fine  l’essenziale rivela  tutte le verità alle quali ci aggrappiamo. Raccontarsi diventa  una lucida forma di testimonianza, che è ammissione di sconforto, ma anche l’unico modo per non rinunciare a quello che ci è dato vivere.

Il poeta scava nelle tenebre , senza mai dimenticare di nominare la realtà, informando il mondo che  bisogna pensare un nuovo ordine, ricominciare da capo. Di fronte all’ incertezza del suo tempo,  Sanesi  affida alla poesia un compito alto: avvertire  che «il dialogo è l’unica risposta».

Ancora oggi questa è la strada da percorrere per ritrovare un’anima nell’indifferenza in cui viviamo. Roberto Sanesi è scomparso nel 2001.

Nicola Vacca

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