Un nuovo modo di leggere Leonardo Sciascia

leonardo_sciascia

Leonardo Sciascia i suoi libri li scriveva d’estate, in campagna: tre – quattro cartelle ogni mattina, direttamente con la mitica Olivetti Lettera 22. Con calma e lentezza  aveva sempre davanti a sé gli appunti raccolti nei mesi di riflessione che avevano preceduto la stesura. Dopo aver consegnato di persona il dattiloscritto al suo editore, scrupolosamente procedeva alla correzione delle bozze. Gli errori tipografici erano la sua ossessione. Questo era l’ultimo gesto che lo teneva avvinto alla sua creazione. Infine il rapporto si allentava, sino all’oblio.

Questa preziosa curiosità legata al laboratorio di uno dei più grandi scrittori italiani del Novecento italiano, la leggiamo nell’introduzione al primo  volume dedicato Alle opere di  Leonardo Sciascia che Adelphi manda in libreria nella prestigiosa collana “La nave argo”. Da qualche mese è uscito anche il secondo tomo.

Paolo Squillacioti,  il curatore dell’opera, punta l’attenzione sulla narrativa, il teatro la poesia  e successivamente sulla saggistica dello scrittore di Racalmuto, avvalendosi del recupero di materiali autografi e delle testimonianze a stampa di lezioni originarie deformate dal susseguirsi delle edizioni. La curatela è anche basata sulla scoperta di errori d’autore, che l’attività delle redazioni aveva occultato.

A differenza dell’edizione  critica curata da Claude Ambrioise per Bompiani,  questa Adelphiana   ne propone una che vuole essere attenta alla dimensione filologica e linguistica e alla genesi del testo. La necessità di avviare  un discorso filologico sull’opera di Leonardo Sciascia, da affiancare a quella critica, apre una nuova prospettiva di conoscenza della complessa personalità dello scrittore. In futuro si lavorerà su altri materiali che verranno alla luce e soprattutto si procederà al riordino dei rapporti editoriali e degli epistolari che daranno ulteriore testimonianza dell’importanza del percorso di scrittura di Leonardo Sciascia.

A ventiquattro anni dalla morte l’opera e il  pensiero di Leonardo Sciascia fanno ancora discutere. Recentemente è stata messa  in discussione la sua attualità. Possiamo ritenere esaurita la funzione civile degli scritti dell’autore di Todo modo? Da eretico, il grande scrittore siciliano ha dato  una valida testimonianza di impegno civile  e di ribellione contro i conformismi e i moralismi. Ha pagato con una solitudine pesante questo suo atteggiamento inattuale. Come non ricordare l’ostracismo  e le numerose critiche da parte  di quella cultura che ama definirsi progressista in occasione della polemica del grande scrittore siciliano sui professionisti dell’antimafia.

Sciascia è stato, con le sue opere, un precursore dei nostri tempi: è stato il primo a denunciare le aberrazioni del sistema giudiziario, intuendo,  con largo anticipo e lucida intelligenza,  i drammatici esiti  della giustizia politica.

Sciascia è riuscito, nell’astrattezza della fertile immaginazione narrativa, a descrivere la perversione del potere e a mettere sotto accusa un’intera classe politica.

Da autorevole polemista non amò mai l’arte ibrida del compromesso. Durante il rapimento di Aldo Moro non risparmiò critiche pungenti alle istituzioni. Nel lucido saggio “L’affaire Moro”, pubblicato da Sellerio, indignato scriveva: “Vale la pena difendere questo nostro Stato?”. Sciascia, addolorato dal rapimento dello statista democristiano, è arrivato alla conclusione  che questo Stato fosse affetto da gravissime difficoltà istituzionali.

Non ha mai  rinunciato ad essere un uomo in rivolta.   Il tema  della giustizia giusta, di cui fu sostenitore e divulgatore,  è stato un punto fermo soprattutto nella sua instancabile attività di polemista. Alle sue pagine sul garantismo- grande lezione di civiltà – oggi siamo costretti a guardare dopo gli anni equivoci della stagione giustizialista. “Tutto è legato, per me ,al problema della giustizia:in cui si involge quello della libertà, della dignità umana, del rispetto tra uomo e uomo”. A queste parole egli pensava  quando sul Corriere sosteneva l’innocenza di Enzo Tortora.

Molto tempo prima che scoppiasse Tangentopoli – siamo nel 1987-  Sciascia scriveva pagine memorabili in difesa dello Stato di diritto, avendo il coraggio di denunciare le aberrazioni ideologiche del sistema giudiziario. “Se al simbolo della giustizia- osservava da autentico veggente- si sostituisse quello delle manette, saremmo perduti irrimediabilmente, come nemmeno il fascismo  è riuscito. E si parla tanto di manette, oggi, tante  se ne vedono sui giornali  o sui teleschermi: oggetti  che magari saranno necessari ma ciò non toglie che siano  sgradevoli a vedersi e quando  simbolicamente agitate sono ripugnanti”. Sciascia aveva messo in guardia dai pericoli reali  della giustizia spettacolo, di cui la cultura del tintinnio delle manette è stata negli anni novanta la sua evidente manifestazione

L’attualità di  Leonardo Sciascia, uno dei pochi  intellettuali che non ha mai unto la ruota del potere, è fuori discussione .Anzi al contrario, egli ha deciso di stare sempre Dalle parti degli infedeli, concependo la letteratura un rapporto stretto tra scrittura e verità, un modo privilegiato in cui entrare senza pregiudizi per denunciare   l’impostura che si insinua dappertutto, nelle istituzioni, così come nella vita sociale, politica  e civile di un intero Paese. Dobbiamo fare i conti  per molto tempo ancora  con questo grande scrittore che coltivava con intelligenza  voltairiana  un piacere alla polemica. L’eccellenza di maneggiare le armi del polemista è la dote principale di Leonardo Sciascia, scrittore scomodo che vanta ancora un gran numero di detrattori.

Nicola  Vacca

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...