Arthur Rimbaud, poeta immenso e unico

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Arthur Rimbaud non è solo il più grande poeta francese. Egli è uno dei pochi poeti immensi di tutti i tempi. Era nato a Charleville, una cittadina delle Ardenne. A dieci anni aveva iniziato a comporre  versi.

La sua precoce intelligenza  gli procurò la diffidenza e l’antipatia di molti. Non ancora sedicenne, nell’agosto del 1870,  fuggì alla volta di Parigi.

Una sete d’assoluto aggredì emotivamente le stagioni della sua poesia. «Il poeta si fa veggente per mezzo d’un lungo,immenso,ragionato sgretolarsi di tutti i sensi. Tutte le forme d’amore, di sofferenza, di follia; cerca lui stesso esaurisce in se stesso tutti i veleni per conservarne soltanto le quintessenze».  Quando il poeta scrive la celebre lettera del veggente, il suo cammino poetico tocca il vertice.

Rimbaud  brucerà in un breve arco di tempo  la sua creatività, consegnando alla letteratura mondiale immortali capolavori che le future generazioni non smetteranno mai di leggere.

Dalla poesia passa alla prosa e qui si consuma il grande destino di scrittore prima di iniziare il viaggio nei mari inquieti della vita. Le pagine straordinarie di Una stagione  all’ inferno  segnano  una svolta nella opera. Si tratta di un testamento poetico e spirituale , il diario di bordo del Battello ebbro che lo illuminerà nel suo vano e interminabile pellegrinaggio di inquieto cercatore.

In Francia nel 2004  sono state organizzate numerose manifestazioni  per il centocinquantesimo anniversario della nascita di Arthur Rimbaud.La più importante è stata l’apertura al pubblico  della casa di Charleville-Mézières, dove il poeta visse dal 1869 al 1875 insieme con la sua famiglia. Tra una partenza e l’altra , in quegli anni e in quella casa  Rimbaud scrisse le sue opere più importanti. Per questo motivo  essa è considerata il luogo rimbaldiano per eccellenza  ed è sempre stata una meta  per i suoi numerosi estimatori.

Non si tratta di una casa – museo tradizionale. Tutte le stanze della Maison Rimbaud sono vuote. Lo spirito del poeta rivive grazie a installazioni multimediali.Il primo piano è dedicato alle città  che incantarono il poeta e che ebbero un impatto suggestivo su di lui: Londra, Parigi, Bruxelles.

Il secondo piano riassume lo spirito vagabondo di Arthur Rimbaud, errante cercatore d’inquietudine negli spazi visionari dell’Assoluto. Assisterete alla rappresentazione del viaggio  dei suoi vagabondaggi,dall’Europa all’Africa.

Un modo davvero originale per  guardare oggi alla realtà di Rimbaud e alla sua poesia attraverso l’esplorazioni e i suoi viaggi.

Il modo migliore per celebrare la grandezza di questo poeta è quello di tornare a leggere le sue poesie. L’intensa brevità della sua esperienza poetica  stravolgerà, in maniera geniale, tutta la letteratura del Novecento.

Alla radice della vita e della poesia di Rimbaud, c’è qualcosa  che può definirsi una crisi d’adattamento, e ne costituisce, insieme , il segreto e la chiave.

La poesia visionaria  dell’autore delle Illuminazioni ha cancellato i tradizionali legami logici, le categorie che per secoli  avevano regolato la poesia stessa .Con Rimbaud la parola non è più un mezzo di comunicazione ma ha il compito di evocare un mondo tutto fantastico.

Leggiamo e rileggiamo Arthur Rimbaud, perché all’interno della sua breve  ma intensa  stagione poetica  intensamente vissuta  troviamo le vere ragioni della poesia: l’esperienza che percepisce l’Assoluto, il luogo, immenso e ragionato, dove deragliano tutti i sensi.

Nicola Vacca

 

 

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