Adonis, la poesia che incontra mondi

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Adonis è universalmente riconosciuto come il maggior poeta arabo vivente. È siriano, ha vissuto a Beirut, la più occidentale delle città arabe , da decenni vive a Parigi.

Nella vita di tutti i giorni usa il francese. Intellettuale dalla mentalità laica, nella sua poesia  mira a realizzare una convivenza tra Oriente e Occidente, un incontro di civiltà basato sui valori del rispetto, dell’amore e del confronto. Senza barriere e senza paure il poeta affonda la penna  in pensieri coraggiosi che sfidano la morale corrente, improntata sulla visione dello scontro di civiltà.

La sua poesia è segno di una volontà di incontro tra due mondi paralleli e culturalmente diversi . La sua poesia è un libro ininterrotto  delle metamorfosi e delle migrazioni nelle regioni del giorno e della notte della storia.

Adonis per scrivere i suoi versi attinge appieno alla grande tradizione mistica del suo popolo, proponendone una lettura moderna, estremamente chiara nel messaggio fondamentale di unione con il mondo occidentale.

Il poeta, pur meditando sulle forme autentiche del linguaggio, si libera  dalle forme tradizionali  della scrittura araba per ricercare il valore assoluto della parola, espresso dalla grande intuizione del verso libero.

Prevalgono sempre le ragioni del dialogo. In questo momento la costruzione, senza finzioni e ipocrisie, di un linguaggio universale  fondato sulla parola poetica  potrebbe rappresentare una proposta concreta da non sottovalutare.

Con Adonis, la poesia viene in soccorso della difficoltà dei tempi che stiamo vivendo dopo l’11 settembre.

In una recente intervista, il grande poeta siriano ha dichiarato: «Da un punto di vista  orizzontale, la poesia non gode buona salute. Non ci sono lettori. Ma da un punto di vista verticale, la qualità, l’interesse dei suoi appassionati  è maggiore di prima. La poesia sta perdendo riconoscimenti, ma ne guadagna  in profondità. Oggi, il pubblico preferisce svagarsi, con la televisione, che li distoglie dal pensare, dall’approfondire, dal riflettere. La poesia non si può sostituire. Se la filosofia tace, se la cultura, in genere, non  risponde alle domande dell’essere umano, resta la poesia  che è molto simile all’amore».

Nei suoi versi  emerge una pacata limpidezza lirica, che intreccia  in una simbolica “metamorfosi” i destini dell’Oriente e dell’Occidente. «Una cosa si era distesa nel cunicolo della storia/una cosa adorna, esplosiva/che trasporta il proprio figlio di nafta avvelenato / al quale il mercante avvelenato intona una canzone / esisteva un Oriente simile a un bambino che implora, / chiede aiuto/e l’Occidente era il suo infallibile signore./ Questa mappa è mutata / l’universo e un fuoco / l’Oriente e l’Occidente sono una tomba / sola / raccolta dalle sue ceneri».Così  scrive Adonis, in una poesia  dal tono fortemente sociale e politico in cui il poeta riesce  a leggere il presente attraverso la storia e i miti del passato.

La poesia di Adonis, con le sue  idee lungimiranti, può favorire un incontro di civiltà, in un momento in cui  è ancora lo scontro a dettare le regole del gioco.

Nicola Vacca

 

 

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One thought on “Adonis, la poesia che incontra mondi

  1. Adonis è un grande esempio di una cosa che sappiamo tutti,ma i tempi tendono a farcela scordare.l’ambiente e la cultura di origine o di appartenenza/appartenze sono imprescindibili per un autore,che poi,bravo o non bravo,grande o piccolo che sia l’importante è che porti in sé auteniticità, quindi,in diversissime misure è,pour cause,universale

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