Pier Paolo Pasolini e l’abiura

pasolini

Se c’è una “figura” che ha impresso il suo stigma su Pier Paolo Pasolini questa è l’abiura. Essa non fu mai, al di là dei suoi significati storici e contingenti, una semplice trovata ad effetto o un escamotage retorico, opportunistico,di mera ritrattazione: né,del resto, siglò mai il punto di maturazione di poetiche nuove e originali.

L’abiura fu una risorsa espressiva fondante, strutturale in Pasolini perché rimandava a un retroterra angoscioso fatto di continue ricerche, arrovellamenti, battaglie di avanguardia – e di retroguardia, –in cui la forma, la maniera, la poetica dell’autore erano in uno stato di rivolgimento permanente.

L’“esilio” cinematografico, la condanna ai “ridicoli anni ’50”, la sconfessione della Trilogia della Vita: più che un luogo letterario, l’abiura è stato un agente del rinnovamento, tramite cui Pasolini riscriveva periodicamente la propria immagine di autore, restando sempre sul filo del rasoio tra introspezione e impegno. Mentre celebrava la fine, infatti, l’abiura sublimava anche una tensione alla rinascita:era la formula magico-linguistica bifronte con cui lo “sciamano”ritualmente si sgravava dal peso del passato per gettare ancora “il corpo nella lotta”.

Da parte sua, anche la scrittura – letteraria, cinematografica, teatrale che sia – aderisce al folle progetto pasoliniano di rincorrere la magmatica realtà, come fosse quell’immaginoso “processo formale vivente”di cui l’autore parla nella Divina mimesis, aprendosi a ciò che Sollers definiva “polisemia del reale”.In questo senso, l’ansia isterica di immergersi nel liquido amniotico della vita(“è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia”) ha il suo equivalente nella predilezione per la gestualità, la performance, laddove il corpo dell’autore è elemento organico, indispensabile all’opera, che è costitutivamente aperta, ovvero sempre provvisoria, inattuale, irrisolta – e dunque sempre da giustificare, puntellare, glossare. Dall’opera compiuta si passa così al “progetto di opere future”.

Il gioco della forma è nella società dell’omologazione culturale giogo, ricatto, “mafia della struttura”, e per estrema protesta contro una società che lo vuole “bestia da stile”Pasolini provocatoriamente inscena nella pubblica piazza dei mass media il rituale del capro espiatorio,accettando con stoicismo (e malizia) l’alone di ambiguità che un simile gesto genera nella nascente società dello spettacolo.

E se la funzione del sacrificio viene frustrata dall’effetto banalizzante dei media(versione aggiornata della normalizzazione fascista),anche la cristologia friulana e romana di Pasolini va corrompendosi, degradandosi. Va in scena l’ultima abiura: la blasfemia, l’eresia, la bestemmia – distortenei moduli abnormi del kitsch – sono il contraltare tutto pasoliniano al neoedonismoconsumistico post-mutazione antropologica. Atti ossessivicome la masturbazione e la sodomia ricorrono furiosinell’opera, come una nemesi del ciclo sterile delle merci. I motivi sadiani della “tortura” e dell’“ostensione” del corpo nudorieditano in forme via via più scandalose e disperate il “mistero” della Passione, fino all’atto finale di Ostia. L’ultimo “duca” di Pasolini è il marchese de Sade.

Gianpaolo Altamura

Dottore di ricerca in Teoria del linguaggio e scienze dei segni e assegnista in letteratura italiana contemporanea, Gianpaolo Altamura è attualmente docente a contratto presso l’Università “Aldo Moro” di Bari. È autore di numerosi saggi – pubblicati in riviste specialistiche e accademiche – su Pier Paolo Pasolini, Sandro Penna, Dino Buzzati, Rocco Scotellaro. Nel 2014 ha pubblicato per i tipi di ProgeditL’opera che brucia. La riscrittura permanente di “Petrolio”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...