Wislawa nella vita quotidiana della poesia

wislawa-szymborska

«Anche il poeta, se è un vero poeta, deve ripetere a se stesso non so. Con ogni sua opera cerca di dare una risposta, ma non ha appena ha finito di scrivere già lo invade il dubbio e comincia a rendersi conto che si tratta di una risposta provvisoria e del tutto insufficiente». In queste parole, pronunciate in occasione del conferimento del Nobel perla letteratura 1996, c’è tutta la grandezza della Szymborska, da sempre convinta che i poeti avranno sempre molto da fare.

La grande poetessa polacca dopo l’assegnazione del premio Nobel si è conquistata  anche in Italia numerosi lettori che le dimostrano stima e affetto. Nel 1996 la Szymborska era presente in Italia  solo con Gente  sul ponte, una raccolta uscita pochi mesi prima del Nobel da Scheiweller.

I suoi titoli vengono continuamente ristampati e la sua poesia sia viene letta e apprezzata perché con grande naturalezza  sa parlare al mondo stabilendo  nella pienezza del pensiero un contatto tra il quotidiano e l’assoluto. Adelphi pubblica l’intera produzione poetica. La gioia di scrivere (a cura di Piero Marchesani) racconta l’esperienza autoriale della  Szymborska, uno dei più grandi eventi della poesia contemporanea. Il volume include  anche la  raccolta Qui, apparsa in Polonia nel 2009.

Con grande apertura allo stupore, la poetessa polacca entra nella vita quotidiana per raccontarla con il gusto della disarmante semplicità. Le metafore che lei ama usare sono le cose che ogni giorno tocchiamo. Quelle cose di cui siamo fatti, ma che spesso tradiamo perché  nel loro  vero potrebbe esserci una risposta scomoda che  sconfesserebbe le maschere che indossiamo. «Da questo stupore – scrive Piero  Marchesani nel saggio introduttivo – e da questa scoperta dell’ oggettualità  scaturisce – come nell’immobilità della pittura metafisica – una nuova limpida percezione dell’universo,ripulita dalle incrostazioni e deformazioni che hanno reso pesanti le palpebre dell’occhio umano».

È una naturalezza che raggiunge il cuore dei lettori, quella che la  poetessa affida alla pagina bianca, non tralasciando mai quei minimi particolari – che spesso consideriamo insignificanti – perché le nostre ambizioni a volte ci fanno  perdere la direzione sbagliata. Quella  giusta  risiede sempre  nel miracolo delle cose semplici che abbiamo paura di vedere.«come si può parlare d’un qualche ordine, / se non è nemmeno possibile scostare le stelle/e sapere per chi brilla ciascuna?/ E poi questo riprovevole diffondersi nella nebbia!/E la polvere che si posa su tutta la steppa,/come se non fosse affatto divisa a metà!/  E il risuonare delle voci sulle servizievoli onde dell’aria:/quei pigolii seducenti e gorgoglii allusivi!/ Solo ciò che è umano può essere davvero straniero./Il resto è bosco misto, lavorio di talpa e vento».

Il poeta, per la Szymborska, con ogni sua opera cerca  di dare una risposta, scrive ponendosi domande, pensa coltivando lo scetticismo del dubbio. Nasce da questo  scetticismo costruttivo il rapporto  del poeta con il mondo: il vero poeta deve ripetere di continuo a se stesso «non so».

Così, da ogni nuovo problema scaturisce un profluvio di interrogativi che  alimenta l’ispirazione. Quello è il momento in cui il poeta si chiude la porta alle spalle e rimane in silenzio. Inattesa di se stesso, davanti a un foglio bianco. Per dire il vero, per non eludere la sostanza delle cose.

La Szymborska sa parlare dell’ amore, della vita e della morte, con colloquiale  e imprescindibile naturalezza, non perdendo mai di vista i dettagli esistenziali presenti nelle piccole cose.

C’è una grande ricchezza di immagini ed emozioni nella sua poesia, che si cala nel quotidiano con una visione meditativa e metafisica.

Ho avuto l’onore di incontrare Wislawa a Roma nel 2003, abbiamo passato un ora insieme discutendo per un’intervista della sua poesia e della poesia.

Tra le molte cose che mi raccontò  sul mio taccuino ne appuntai una in particolare: «La poesia è il modo migliore  per capire come si sta al mondo». Non possiamo non essere d’accordo con la Szymborska quando scrive che i poeti avranno sempre molto da fare. A noi il compito di leggerli e ascoltarli.

Nicola Vacca

Annunci

2 thoughts on “Wislawa nella vita quotidiana della poesia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...