Gli abissi di Anne Sexton

anne sexton

Un filo sottile e persistente unisce donne di epoche diverse e i loro stati d’animo, un tratto di penna esile e tenace disegna un disagio esistenziale che accomuna alcune grandi scrittrici e poetesse.

Di questa condizione di disagio hanno fatto il tema principale delle loro opere due delle poetesse americane, Anne Sexton (1928-1974) e Sylvia Plath (1932-1963), accomunate da una ricerca esistenziale  fondata sul difficile rapporto con la propria identità femminile,.

Sia la Plath che la Sexton avevano più di una cosa in comune: entrambe donne, entrambe madri, entrambe poetesse legate da un medesimo destino: la scelta di porre fine alla propria esistenza.

Bella, dannata, sexy e infantile, la Sexton  è stata la più scandalosa ed eversiva poetessa americana negli anni cruciali della rivoluzione culturale e sessuale ai tempi della guerra contro il Vietnam .

Se nello stabilire un rapporto poetico con il concetto dell’amore, la poetessa americana aveva voluto essere anticonformista e ribaltare  i canoni romantici della lirica d’amore e scandalizzare la borghesia benpensante mentalmente prigioniera delle convenzioni sociali, nelle liriche sulla ricerca di Dio la Sexton mette sotto accusa la mentalità ipocrita puritana.

Fra la denuncia e l’accusa dell’ipocrisia anglo-puritana, del grigio benpensantismo che riduce l’etica cristiana alla quotidiana morale spicciola dei buoni sentimenti e al rispetto  delle regole di convenienza borghese e l’anelito liberatorio alle variopinte ritualità del misticismo latino-cattolico, il dilemma che si svolge nel monologante confessionale delle poesie di Anne Sexton è più etico e psichico-esistenziale che di fede religiosa nella trascendenza>>.

Nella sua peculiare diversità, la poesia della Sexton celebra controcorrente, nel caso specifico del rapporto con un Dio irragiungibile,  la sconfitta esistenziale dell’uomo occidentale (Il cielo si squarcia. / Mi schiaccia il suo respiro sulla faccia/Sotto gli occhi dei miei nemici,i miei nemici/Il mondo è pieno di nemici./ Non c’è luogo di salvezza).

Il «tremendo remare» della Sexton verso Dio la porterà  ad approdare tragicamente, alla fine del suo viaggio disincantato,  sulle sponde di un mondo privo di ogni forma di salvezza.

Mrs.Sexton fu talmente religiosa  e atea da suicidarsi.

Neanche  la sua personale  frequentazione  del tema divino  riuscirà a modificare le convinzioni esistenziali della poetessa.

L’inesistenza di qualsiasi forma di salvezza  è l’assenza per le ferite dell’anima di antidoti adatti a lenire il dolore, sarà il pensiero ossessivo che accompagnerà la sua poesia e la sua esistenza verso il desiderio di morte.

Nicola Vacca

Annunci

One thought on “Gli abissi di Anne Sexton

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...