Invito alla fuga dalla poesia di Erri De Luca

erri de luca

Erri De Luca ogni tre o quattro libri pubblicati da Feltrinelli, dà alle stampe  una raccolta di poesie nella collana bianca di Einaudi.  Sinceramente non sappiamo se sono più scadenti le sue ovvietà  in prosa oppure le sue castronerie in versi.

L’ultimo libro di poesie in ordine di tempo è Bizzarrie della provvidenza, volume che raccoglie i nuovi sfoghi poetici dello scrittore.

Di sfoghi o meglio di «scatarri» si tratta, per citare una parola che De Luca usa in una delle sue liriche.

Leggendo questi nuovi sfoghi vestiti da scatarri  di De Luca, possiamo dire che anche questa volta di poesia non si tratta. Qui si toccano i vertici più alti di un’antipoesia davvero scadente.

«All’arrembaggio arrivano avvenimenti, pensieri, commozioni, qui c’è un loro raccolto alla rinfusa». Così scrive in maniera bizzarra Erri che si sente poeta. In questo libro tutto è alla rinfusa e De Luca firma una poesia all’arrembaggio in cui riprende tutte le tematiche ovvie e politicamente corrette con cui abitualmente ci intrattiene nei suoi libri di narrativa.

Sì, a nostro avviso, Erri D Luca è un poeta improvvisato e quindi non ha confidenza alcuna con la poesia. E sinceramente non capiamo perché continui a seguire le orme del verso quando il verso vorrebbe davvero fuggire da lui.

«L’Italia è terra che si è messa in mezzo / con isole e vulcani, /chiari di luna e di coltelli, /capperi, menta e agnelli /e una luce di lacrima negli occhi / che brilla pure al buio, senza cadere»; «Le tre caravelle erano due, la Santa Maria era della categoria detta «caracca». / Sancho Panza non era un grassone, /soffriva di appetito smisurato, antico,  ma era tozzo, non doppio. / Giuseppe era un ragazzo quando sposò Maria, /nessun vangelo scrive ch’era anziano./E Sansone non è l’ingenuo atleta che straparla con Delilà e si fa depilare: / quei due si sono amati piú di Romeo e Giulietta. Il tempo non è cenere di lava/ che ricopre Pompei e la custodisce, il tempo è un guastatore./ Allora restauro leggende».

Potremmo continuare all’infinito, ma ci fermiamo qui per rispetto verso tutti coloro che amano davvero la vera poesia.

Sono davvero tanti i motivi per cui non considerare Erri De Luca un poeta. Bizzarrie della provvidenza non è certamente poesia, ma è soltanto il prolungamento in versi (davvero brutti) del salmodiare ovvio, buonista,  banale di uno scrittore che redige arringhe dal tono affabulatorio, credendo davvero che siano libri.

Nicola Vacca

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3 thoughts on “Invito alla fuga dalla poesia di Erri De Luca

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