Dialogo tra un editore e un non so – II parte

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Lo scrittore della provincia di Caserta ora ha un nome. Ero certo che mi richiamasse, così ho messo da parte ogni spocchia e abbiamo stabilito un contatto, forse anche un’amicizia. (Trascrivo la telefonata per come si è svolta, omettendo solo le ripetizioni dovute al cattivo ascolto)
– Pronto, la casa editrice?
– Ah salve, ci eravamo sentiti prima di Pasqua!
– Vendete il lessico della Treccani?
– Cosa?
– Vi chiamo per sapere se vendete il lessico della Treccani, vorrei comprare quello perché mi serve
– No, ma che è il lessico della Treccani?
– Ma voi non siete ad est dell’equatore?
– Sì
– E non vendete il lessico della Treccani?
– Veramente no, ma perché dovremmo? Guardi lei ci aveva chiamato per mandarci un manoscritto
– Non vi sento
– E mettetevi in un posto dove si sente
– Scusate dottò
– Ora va bene
– Un vostro collega mi ha detto che vi devo mandare il mail
– Sì ero io il mio collega, ma voi avete detto che non usate il computer
– Sì ma l’ho fatto mettere su un DVD, ve lo voglio mandare sul mail
– E come me lo mandate un DVD per email?
– Scusate non vi sento
– Nemmeno io vi sento! Vi ho detto mettetevi in posto dove si sente
– Ma io mi sento
– Grazie pure io mi sento
– Ma voi non mi sentite?
– Male, ma andiamo avanti lo stesso
– Io ho scritto un ottimo libro (la telefonata scorsa era un capolavoro) mi hanno detto quelli che l’hanno letto
– E mandatemelo!
– E mi dovete dare il numero del mail
– Ma la mail non ha un numero, è una mail
– Mi hanno detto che il mail ha un numero
– Sentite mandatemelo per posta è più facile
– Devo fare le fotocopie?
– Sì fate le fotocopie e andate alla posta
– E a che indirizzo devo indirizzarlo?
– Vi do il mio indirizzo. Allora: Carlo
– Caro
– Non Caro; Carlo
– Caro Carlo
– Noo! Solo Carlo!
– Carlo. E il cognome?
– Ziviello (ogni volta è una tragedia, ma stavolta presentivo che sarebbe stato più difficile del solito far capire il mio cognome)
– Come?
– Vi faccio lo spe… vi dico le lettere una alla volta Z di Zagabria
– Zagabria
– I di Imola
– Vi chiamate Zagabria di cognome?
– No! Ziviello! Vi sto dicendo le lettere una per volta: Zagabria Imola Verona Imola
– Non vi sento dottò, ditemi una lettera per volta
– Quello sto facendo
– Zeta, Zeta di Zorro
– Zorro?
– Allora Zara, Zeta di Zara, Zorro non vi va bene?
– Non vi capisco
– Datemi un fisso per favore
Dopo innumerevoli tentativi risponde una signora anziana che capisce perfettamente il mio cognome e indirizzo, lo trascrive e lo da a (lo scrittore della provincia di Caserta ha finalmente un nome e ora attendo impaziente il suo capolavoro).
Dopo un po’ mi richiama
– Ci devo mettere pure ad est dell’equatore?
– No vi ho dato l’indirizzo di casa
– A me basta che mi date 200 copie e ci mettiamo d’accordo
– Ma lo devo prima leggere
– Non vi preoccupate
– Non mi preoccupo
– VI auguro una Serena Serata
– Anche io ve la auguro a voi.

Carlo Ziviello

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