L’umanità lirica di Raffaello Baldini

baldini

Il poeta Raffaello Baldini muore a Milano il 28 marzo 2005. La sua poesia dialettale ha riscosso innumerevoli successi. Il mondo poetico di Baldini è legato alla quotidianità e alle vicende della gente, cui egli ha dato voce attraverso il dialetto.

Partendo da situazioni apparentemente semplici, nei suoi libri, il poeta di  Santarcangelo di Romagna è riuscito a scavare nel profondo con la poesia riuscendo a dare un senso universale al molteplice presente nel linguaggio delle cose. È diventato uno dei maggiori poeti italiani profondamente radicato nella tradizione.

Il suo mondo poetico è permeato di memoria che, attraverso le storie minime popolate di personaggi comuni, grandi nella loro umiltà, disegna in profondità la dimensione umana, sempre in bilico tra grottesco e senso del dramma: «La maestra di Sant’Ermete/delle Volte, il pomeriggio,/si chiude in camera e accende una Giubek./Non fuma./Sdraiata sul letto / la guarda consumarsi. / Le piace l’odore./Delle volte le viene da piangere».

La sua attenzione è stata sempre rivolta, con estremo ed efficace realismo lirico, al mondo antropologico  dei personaggi della sua terra. Non dimenticando mai le tradizioni delle origini, Baldini con  pregevole raffinatezza  compositiva, nelle sue raccolte,  ha raccontato con grandissima trasparenza umana il ciclo esistenziale  di persone vere, autentiche espressioni di una lingua e di un mondo  che si consuma nella ricerca di una purezza riflessiva: «Abbiamo ballato tutta la notte, sempre insieme,/la mattina alle sei ballavamo ancora, poi fuori l’ho baciata,ci siamo baciati,/e mi del lei , ma dammi del tu, /con quel  nasino schiacciato , e dei denti  bianchi /quanto rideva /che rideva per niente…».

Con una grande potenza della parola Baldini si è imposto come poeta originale costruendo con la sua lingua un dettato poetico che ha dato voce agli esclusi, agli irregolari e agli emarginati.

Uno straordinario poeta che è stato sempre dalla parte degli ultimi, portandoli sulla pagine per salvaguardarne la dignità.

Raffaello Baldini  è stato è un poeta che è riuscito a incarnare il concetto di poesia pura.

Qualcuno ha scritto che nei suoi versi vengono evocati i fantasmi dell’uomo contemporaneo: chi domani vorrà capire qualcosa dei nostri anni convulsi, è anche ai versi di Raffaello Baldini che dovrà rivolgersi.

Lo smarrimento dell’uomo moderno, che ha perso il senso delle proprie radici è la causa devastante del disordine esistenziale. La grande poesia di Baldini resterà a futura memoria come un esempio da seguire perché in questi tempi di immane vuoto interiore abbiamo bisogno di ricondurre i nostri pensieri all’unità dell’origine.

Non si può assolutamente prescindere  dai versi di questo poeta dal volto profondamente umano, che la critica più intelligente ha definito come uno dei maestri del secondo Novecento.

Nicola Vacca

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