La stanza delle letture

copertina Carrère

La realtà della realtà di Carrére

La lettura de «Il Regno» di Emmanuel Carrère è ultimata. Ci sono voluti venti giorni per divorare il suo libro (in occasione della sua uscita ho letto alcune immediate e affrettate recensioni e mi sono chiesto come abbiano potuto alcuni colleghi scriverne così in fretta. La risposta è nei loro articoli).

Carrère in questo libro, che è un libro – labirinto denso di rimandi, ricco di incastri e suggestioni, impone al lettore una lentezza straordinaria da cui è difficile allontanarsi.

«Il Regno» è un’esperienza libresca assoluta, cosa davvero rara di questi tempi. Uno di quei pochi libri in cui nessuna pagina è superflua.
Quattrocentoventotto pagine di scrittura immensa sulle cose dell’anima e della terra.

«Il Regno non è l’aldilà ma la realtà della realtà» scrive Carrère nel suo viaggio avventuroso alle origini del cristianesimo immanente che significa riunirsi per stare il più vicino possibile a ciò che c’è di più povero e vulnerabile nel mondo e in se stessi.

Questo libro è il capolavoro  di un grande scrittore che racconta stesso attraverso gli altri. Con un libro del genere la letteratura deve fare i conti per molto tempo.

(Emmanuel Carrére, Il Regno, Adelphi, pagine 428, euro 22)

sottomissione

Houllebecq, lo scrittore perfetto

Per uno strano scherzo del destino, «Sottomissione» di Houellebecq esce in Francia lo stesso giorno in cui due terroristi islamici irrompono nella redazione di «Charlie Hebdo» e fanno una strage. Subito si scatena la solita giostra del sensazionalismo giornalistico: il nuovo romanzo dello scrittore francese viene etichettato come un romanzo islamofobo.

Chi veramente conosce l’opera intera di Michel Houellebecq sa che non è così.

Francois, il protagonista del romanzo, è l’alter ego di Houllebecq, e «Sottomissione» è uno straordinario romanzo di formazione.

Siamo a Parigi nel 2022 e la Francia e nel bel mezzo di una campagna elettorale per le presidenziali che vedrà per la prima volta l’affermarsi del partito della «Fratellanza musulmana». Grazie a un’alleanza con il partito socialista e il centrodestra, salirà a   il musulmano moderato Mohammed Ben Abbes. Per fermare l’avanzata del Fronte Nazionale, i tradizionali equilibri saltano e il vecchio ordine politico basato sull’alternanza tra socialisti e la destra moderata viene meno  consentendo un’islamizzazione della Francia.

In tutto questo Francois, professore universitario esperto di Huysmans, assiste da misantropo e solitario alla decadenza della Francia e alla dissoluzione dell’Europa e dei suoi valori occidentali.

Anche in questo come in tutti i suoi libri, Houellebecq racconta  – da uomo che non si riconosce nel suo tempo – il punto di non ritorno dell’Occidente e mette in scena la sua agonia irreversibile.

Da quel grande scrittore perfetto che è, questa volta più che in altre, ci mette dentro tutta la vera letteratura possibile.

(Michel Houllebecq, Sottomissione, Bompiani, pagine 272, euro 17,50)

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2 thoughts on “La stanza delle letture

  1. Da questa tua recensione su “Il Regno” è scaturito un regalo pilotato di mia moglie. Un libro che in pochi possono permetterselo… di scrivere.
    Per Houellebecq basta la parola. Ho quasi tutto. Compreso un libro formidabile per chi bazzica pure nella poesia: “La ricerca della felicità”.

    Mi piace

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