Addio a Tomas Tranströmer

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Il poeta Tomas Tranströmer è morto, era nato a Stoccolma il  15 aprile del 1931. Nel 2011 ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura. L’editore Crocetti nel 2002 pubblicò per la prima volta una scelta antologica delle sue liriche «Poesia dal silenzio». Non furono in molti ad accorgersi della grandezza di questo straordinario poeta. Fui tra i primi a recensire quel volume. Una poesia di rara intensità in cui troviamo versi  scritti nella quiete inquieta di un silenzio tutto da ascoltare e da raggiungere in un’appartata condizione di solitudine.

Dal silenzio giungono i versi  del poeta svedese, che possiamo considerare una delle voci più vere della poesia contemporanea. Ancora da un silenzio tutto pensato  la poesia di Tranströmer parla al mondo interiore con la naturalezza della parola lirica che sa incontrarsi con lo spettacolo della natura. Un grande poeta tutto da leggere e scoprire perché riesce, con rara incisività, a dare voce al dramma del silenzio cosmico: così prende forma nella poesia la sfida al nulla, al vuoto spirituale, e all’assenza della parola .

Nella ricerca dell’uomo contemporaneo alle prese  con una realtà unanimemente riconosciuta come frammentaria e troppo spesso incomprensibile, la parola svolge un ruolo fondamentale  nel tentativo di ordinare in qualche modo la conoscenza del mondo circostante e, di conseguenza ,di rapporto con esso.

Leggere la poesia di Traströmer vuol dire entrare nel mondo della percezione delle cose con un puro intento metafisico alla ricerca di una chiave di accesso che consenta di interpretare il frammentario disordine del mistero dell’esistenza.Pur partendo infatti  da semplici  spunti tratti dalla quotidianità, la sua poesia  mostra una evidente e costante tensione verso una  dimensione altra.

Così la sua poesia giunge dal silenzio, mette in contatto il reale  con le presenze invisibili che donano  alla «lingua senza parole» chiare immagini cosmiche.

All’enigma della vita che scorre e lascia i suoi segni fatali è rivolta l’attenzione poetica di Tomas Traströmer.

Nel viaggio della vita  il poeta  percepisce il forte senso della transitorietà. Avverte che  l’essenza del viaggio non è spostamento cioè semplicemente  dislocazione, bensì piuttosto allontanamento, cioè muovere  dal proprio centro verso altri  per poi ritrovare il proprio.

A bordo della lugubre gondola il poeta consiglia di intraprendere questo viaggio in compagnia del silenzio.

Perché dal silenzio arriva un invito a pensare in un mondo che ha smarrito la grammatica interiore  del proprio codice morale.«Il furioso oceano di fuoco nello spazio/si fa terra e diviene carezza./Il conto alla rovescia è cominciato».In silenzio  la metafora conduce all’enigma.

Nicola Vacca

 

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