Amarcord Kezich

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Tullio Kezich, nato a Trieste il 19 settembre 1928, è stato il principe dei  critici cinematografici. Egli è stato anche sceneggiatore (collaborò alla sceneggiatura del film di Emanno Olmi «La leggenda del santo bevitore»), scrittore e drammaturgo. Devo a lui la mia passione per il cinema. Prima di andare a vedere un film, non mi perdevo le sue recensioni apparse prima su Repubblica e poi sul Corriere della Sera.

Nell’agosto del 1946 esordì in qualità di critico cinematografico ai microfoni di Radio Trieste: da allora Tullio Kezich ha proseguito con regolarità,  un rapporto con il cinema appassionato e costante. Kezich guardava un film soprattutto da spettatore, e li recensiva  tenendosi lontano  da accademismi teorici quanto da vezzi intellettualistici. Negli anni ha assunto la responsabilità delle rubriche di critica cinematografica su testate prestigiose come «Cinema», «Rassegna del film», «La Settimana Incom», «Sipario» (di cui è stato direttore dal 1971 al 1974), «Panorama», «La Repubblica» (fin dalla fondazione nel 1976) e «Il Corriere della sera» (a partire dal 1989

Nessuno come Kezich è riuscito a spiegare ai lettori il nostro cinema e i suoi meccanismi. A lui soprattutto  devo il mio grande amore per Federico Fellini.

La sua meravigliosa monografia sul regista riminese, uscita per i tipi di Camunia  nel 1987, resta  ancora oggi un testo fondamentale per comprendere il rapporto tra la realtà e il sogno nei film di Fellini.

Kezich è stato un maestro della mia formazione culturale.  Le sue recensioni mi hanno aiutato a capire e amare il cinema vero, perché nella sua scrittura ci metteva sempre la passione. Quando Kezich recensiva un film si preoccupava di non ingannare mai il lettore. Insomma un giornalista e un intellettuale di altri tempi.

Ho avuto modo di incontrarlo nella mia prima esperienza giornalistica. Correva l’anno 1983, ero inviato alla Mostra del Cinema di Venezia. Partii con il desiderio di trovami faccia a faccia con lui . Così è stato.

Ci incrociammo  nella sala stampa. Con timidezza gli rivolsi la parola e mi presentai chiedendogli qualche consiglio prezioso sulla nostra  professione. Lui fu ben felice di fare la mia conoscenza, ma soprattutto di rispondere con franchezza e umiltà alle mie domande. Mi dette un grande consiglio di cui ancora oggi faccio tesoro nella mia attività giornalistica. «Scrivi sempre di cinema, pensando che il cinema è lo specchio della società in cui vivi». Questo significa fare critica onesta, che sia letteraria o cinematografica.Tullio Kezich è morto il 17 agosto 2009.

Nicola Vacca

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