La poesia di Nino Iacovella

nino

 (Nino Iacovella è nudo davanti alla parola che diventa verso. La sua poesia racconta gli uomini nella “nudità” di un solco sulla terra. Nulla è nascosto e il poeta non è mai fingitore. E in tutte queste stagioni, il freddo lo  dobbiamo raccontare perché questo è il vero che dobbiamo attraversare)

da “Prima delle parole” inedito

Il respiro della pianura varcava

i tramonti in bilico, nelle albe rapide

sulla macchia scura dei campi

Lì apparve in lontananza la lunga coda degli umani,

nomadi in cerca di nuova terra

Avevano il sale tra le labbra, portavano in spalla le radici

di una pianta chiamata dolore

Con le mani raccolsero il seme della pietra

per nasconderla dietro la schiena

Come sogni, forme nella nebbia,

la prime parole bruciarono il fiato

per chiamare il fuoco

*

La lunga carovana di notti e giorni

giunse al riposo

Uomini nella nudità di un solco sulla terra.

Accampati tra le ferite del tempo

erigevano strutture fragili,

recintando le cose che non avevano

ancora un nome

Avrebbero seminato nascite

dai bivacchi: corpi uniti per tenere

alta la fiamma del calore

Bocca a bocca, con le lingue a toccarsi,

nudi in uno spazio di silenzi

dove si sperdeva anche la morte

*

Nella battuta di caccia, il corpo della sua donna

si stagliava in ogni punto della radura

Pensava alla parola amore prima di saperla sulla bocca

Quando la bestia ferita sibilava ancora la vita,

dal colpo secco dell’ascia che tagliò il silenzio

lui guardò la preda negli occhi:

un cucciolo dalla piccola testa

e dalle piccole le zampe

Fu allora che si inginocchiò a terra

per  carezzarla come un figlio

al quale stesse per mancare il respiro

*

da “Lande” inedito

 

Ad occhi aperti dinanzi alla pianura

carezzi la sua lingua sconosciuta

Questa è una terra che ci segna:

il dito punta all’orizzonte che sfuma

La linea è continua, anche quando inciampa

sulla soglia del dirupo

 

*

 

L’uomo trattenne il sapore delle parole,

il gesto del braccio che sparge il seme

in una terra bianca

Arenato nel fondale calmo della pianura

chiara è la sua ombra poggiata sulla nebbia,

come un passo sulla neve morbida

restituisce al silenzio un suono

*

Con il corpo piegato dalla fatica

l’uomo pensava a quel miracolo

di terra scavata tra la nebbia

e il rumore nudo dell’acqua

Seduto sulla pietra del riposo,

con una enorme macchina agricola

dalla pelle squamata, che taceva

il proprio canto sgraziato

Come bestie fiaccate dal tempo

l’uomo e la macchina sarebbero presto risorti

dal frastuono cavo di un ricordo

e richiuso la porta del vuoto attorno ai campi

*

Guardiamo il cielo aprirsi sul nostro tremore,

la nudità del paesaggio che chiama in rassegna

uccelli disorientati in un cielo vuoto

Nel freddo siamo la  carne che rimpolpa

le mascelle della terra

L’acqua del fiume in cerca della foce

scivola nell’ordine della natura,

l’unica direzione che la pianura sa dare

biografia

Nino Iacovella è nato a Guardiagrele nel 1968. Ha pubblicato una prima raccolta di poesie nel 2001 Ballate di un giorno solo e della notte (ExCogita Editore, Milano), seguito da Latitudini delle braccia, (deComporre edizioni nel 2013). Dal 2011 al 2013 ha fatto parte della redazione de Il Monte Analogo, rivista di poesia e ricerca. E’ tra i redattori e fondatori del blog di poesia e resistenza umana “Perigeion”.

 

Annunci

4 thoughts on “La poesia di Nino Iacovella

  1. Ringrazio Nicola per avermi dato l’opportunità di pubblicare questi inediti nel suo blog. Questo riscontro positivo di letture e condivisioni sono un segnale importante. Grazie a tutti.
    Nino

    Mi piace

  2. “Prima delle parole” è quasi poesia epica. A tuo modo, sei un poeta epico. Tracci degli affreschi vividi, racconti la Storia anche quando è prima della storia – sei universale. Trovo soprattutto le poesie di questo inedito sorprendenti per come la tua lingua dia lingua a chi non ne aveva – ed era puro, proprio per questo. Le grandi, sterminate dimensioni dei primitivi erano senza tempo, senza spazio – la loro, un’estensione senza limiti, senza dei, sterminatamente libera. Senza la limitazione temporale e dimensionale della parola. La parola è un limite – perché circoscrive tempo e spazio, anche quando tenta di fare l’opposto. Eppure tu, qui, mi sembra riesci a ripetere, a riprodurre ciò che per noi è quel sentimento del tempo del tutto assente di quegli uomini. Davvero complimenti.

    Liked by 1 persona

  3. Grazie Massimiliano per avermi mostrato queste tue suggestioni.
    La poesia si completa attraverso le evocazioni che avvengono nella testa del lettore. E le tue sono speciali e bellissime. Tipiche di chi la poesia se la fa circolare nel sangue.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...