Psichiatria & Poesia

eugenioborgna

Eugenio Borgna crede in una psichiatria che non può fare a meno nella sua ricerca  dei modi di essere della interiorità,della soggettività, delle infinite emozioni che sono in noi, di quelle che sgorgano dalla creazione poetica tout court.

Borgna ha sempre esercitato la sua professione di psichiatra essendo giustamente convinto che non ci possa essere psichiatria senza introspezione.

Nei suoi numerosi libri, leggendo e interpretando le parole della poesia, ha scavato con grande delicatezza e cura nell’arcipelago delle emozioni per difendere l’idea di una psichiatria gentile che rifiuti l’indifferenza  e che sia suscitatrice della speranza.

Ogni volta rilancia e approfondisce i  temi dell’introspezione cari alla psichiatria fenomenologica e li legge e interpreta con la chiave della poesia.

Borgna affronta sempre  a viso aperto  le varianti della solitudine e quella delle emozioni ferite, sempre nell’ascolto paziente del mestiere di vivere in cui dignità e rispetto sono gli strumenti umani del suo «fare psichiatria». Dalla solitudine interiore alla solitudine negativa, con l’occhio della psichiatra innamorato della poesia,  egli passa in rassegna i diversi aspetti essenziali di questo stato d’animo tenendo sempre presente le tracce emozionali e gli orizzonti di senso.

La solitudine è vista come una condizione ineliminabile della vita: in essa si riflettono desideri di riflessione e di contemplazione, di tristezza e di angoscia, di silenzio e di preghiera, di attesa e di speranza.

La psichiatria dell’interiorità, alla quale Borgna dedica i suoi studi, tiene conto delle infinite emozioni umane e ricerca della follia e della depressione, fenomeni radicalmente umani.

Le parole della psichiatria e quelle della poesia sono in stretta relazione nella ricerca degli orizzonti di senso della solitudine.

Borgna, alla luce di questa intima sinergia,  guarda con favore a una psichiatria che non sarà solo farmacologica, ma soprattutto relazionale, nutrita di dialogo e di ascolto, di introspezione e di immedesimazione, di partecipazione emozionale al destino, e al senso dell’angoscia e della disperazione, della tristezza e dell’inquietudine del cuore.

La cura farmacologica non basta mai se non viene immersa nel contesto del dialogo, di un colloquio, e di una ricerca delle parole e dei gesti, che aiutano a salvare dai naufragi esistenziali e emozionali che fanno parte della vita.

Non è un caso, quindi, che Borgna nei suoi libri  e nella sua professione ascolta Leopardi, Emily Dickinson, Rilke, Paul Celan,  perché le parole della poesia sanno cogliere l’essenza  delle realtà psicologiche, le radici interiori della paura e della solitudine, molto più profondamente che non le parole talora gelide della psichiatria.

Borgna continua con grande coerenza ad andare controcorrente.

Nell’ era del dominio assoluto della psichiatria  razionalistica e organicistica, il primario emerito di Psichiatria dell’Ospedale Maggiore di Novara  e libero docente in Clinica delle malattie nervose presso  l’Università di Milano, continua a percorrere i sentieri della psichiatra fenomenologica nella quale ogni cura è possibile nel contesto di una relazione interpersonale che rimette ogni volta in discussione il modo di sentire, e il modo di vivere, di chi cura  e di chi è curato: l’uno e l’altro chiamati a costituire una «comunità di destino» nella quale ricercare e ritrovare comuni orizzonti di senso.

In questo, psichiatria e poesia sono alleate. L’una non potrà fare a  meno dell’altra. Le emozioni ferite dalla metamorfosi della solitudine  hanno così la possibilità di essere curate dall’attitudine all’intuizione  e alla percezione di quello che si nasconde nel cuore. Non ci può essere psichiatria, e nemmeno poesia,  senza dialogo reciproco, colloquio, ascolto e relazione.

Nicola Vacca

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One thought on “Psichiatria & Poesia

  1. Ammiro molto questo scritto di Nicola Vacca . La “verità” della poesia si innesta in quella della psichiatria in una dinamica di confronto e di resa assolutamente paritaria . Da qui è sempre l'”umano” a prevalere e ad opporsi alla negatività ; quantomeno ad evidenziarne la vulnerabilità e le modalità per opporvisi a tutti i livelli , personali e sociali .
    Grazie –

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